Il Tirreno

Liber* tutt*, così i bambini imparano il rispetto per gli altri

Liber* tutt*, così i bambini imparano il rispetto per gli altri

Massa-Carrara, presentato il fotolibro realizzato nelle scuole con il progetto nato anche per contrastare la violenza di genere 

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MASSA-CARRARA. I bambini hanno imparato ad ascoltare, ad accettare le diversità, hanno imparato soprattutto che non c'è differenza tra un maschio ed una femmina e che tutti possono svolgere allo stesso modo le attività che più desiderano. A questo è servito il progetto Liber* tutt*, tanto discusso negli anni passati per le tematiche gender affrontate con i più piccoli, a partire dalle scuole dell'infanzia. Eppure ad esporre i risultati del progetto, senza alcuna polemica, sono stati proprio i bimbi attraverso la loro genuinità e naturalezza. «Maschi o femmine abbiamo tutti gli stessi diritti, ognuno può fare il lavoro che gli piace di più e nessuno si deve vergognare dei propri problemi ed andare a scuola libero» ha detto Francesco. Diletta ha capito che «con la danza ci si può esprimere», Andrea ha imparato «l'educazione e ad essere paziente perché non sempre la violenza è la soluzione a tutto, a volte bisogna anche ascoltare».

E' stato raccontato a margine di un incontro nella sala della Resistenza di Palazzo Ducale durante il quale è stato presentato il fotolibro Liber* tutt* che racchiude, con spiegazioni ed immagini, i vari laboratori effettuati nell'anno scolastico 2017-2018. Liber* tutt* è il progetto promosso nelle scuole dalla Provincia di Massa-Carrara e finanziato da Regione Toscana tramite la legge 16/2009 contro gli stereotipi e per contrastare la violenza di genere; giunto nel 2017 alla seconda edizione, ma nato con un altro nome tre anni fa, ha coinvolto 750 ragazzi e 40 insegnanti delle scuole di infanzia, primaria, secondaria 1° grado e 2° grado. I bambini e le bambine dell'infanzia hanno lavorato sullo spazio, sulla fiducia e sul rispetto delle sensazioni dell'altro, mentre gli alunni della scuola primaria sono stati coinvolti in rappresentazioni dei ruoli femminili e maschili; ancora più approfondito il messaggio per i ragazzi delle scuole medie e superiori. Il progetto oggi è diventato un fotolibro, una sorta di censimento per narrare quello che è stato fatoo, scaricabile dal sito istituzionale della provincia. Lo hanno illustrato il presidente della Provincia Gianni Lorenzetti, la funzionaria della Provincia Francesca Lazzerini, Patrizia Coletta direttrice di Fondazione Toscana spettacolo onlus che ha collaborato alla realizzazione e Daniele Lorenzetti che ha curato e seguito Liber* tutt*. Presenti ieri mattina a Palazzo Ducale i bambini dell'istituto comprensivo Carrara e paesi a monte: la scuola dell'infanzia Garibaldi, le primarie Saffi, Bedizzano e Gragnana, l'infanzia e la primaria della scuola Marconi e la secondaria di primo grado Carducci di Carrara. Per Massa hanno partecipato le scuole primarie di Castagnetola e Ortola e il liceo di scienze sociali Pascoli. Presenti, tra gli altri, Elena Mosti assessore alle Pari opportunità del comune di Massa ed Eleonora Petracci assessore alle Pari opportunità del comune di Montignoso, il vice questore vicario Ugo Angeloni e il capitano dei carabinieri di Massa Michele Cerri. Che oggi nelle classi ci sia ancora molta intolleranza nei confronti del diverso - che sia una persona più debole, disabile o omosessuale - non lo ha certo negato il presidente Lorenzetti parlando di «fattore culturale per cui la donna ha sempre avuto il ruolo di chi doveva occuparsi della famiglia e della casa, mentre l'uomo lavorava, studiava e andava in guerra; ancora oggi c'è da impegnarsi molto affinché quelle diversità vengano meno e ci sia piena collaborazione tra tutti». «Progetti come Liber* tutt* servono a far riflettere sui ruoli che però non ci devono imprigionare – ha dichiarato Lazzerini – ci aiutano ad apprezzare le differenze, valorizzare le qualità di ognuno di noi, uscire da quegli stereotipi spesso causa di conflitti interiori e con gli altri e quindi di rabbia». Espressione di libertà sono il teatro, la danza e la musica, come ricordato dalla direttrice di Fts Coletta, ed è su queste arti che si sono basati i laboratori centrati sull'identificazione dei personaggi, una maggiore consapevolezza del proprio corpo, letture animate, giochi per riflettere sugli stereotipi di genere.

Benedetta Bianchi

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