Il Tirreno

Lega dei Cavatori: «Stufi di prendere solo le briciole»

Lega dei Cavatori: «Stufi di prendere solo le briciole»

Carrara, «Il momento è positivo, è giusto che ci ricompensino». Sicurezza: «Il direttore dovrebbe essere sempre presente»

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CARRARA. Sicurezza sul lavoro, retribuzione, pensioni: questi i temi trattati dall’assemblea della Lega dei cavatori tenutasi nella sala consiliare del Comune.

Ad ascoltare Mirco Biggi, Alberto Muracchioli ed Emanuele Zaccagna una ventina di associati. «Stasera la sala avrebbe dovuto essere piena – ha osservato Zaccagna, amaramente – dovremmo essere uniti per tutelare i nostri interessi».

All’orizzonte c’è un confronto con gli industriali: «La Cgil ci ha invitati all’incontro con gli industriali che si terrà ad aprile – ha spiegato Zaccagna – Sapete che siamo critici nei confronti dei sindacati, ma vogliamo ascoltare le loro proposte. Noi abbiamo chiesto una mensilità aggiuntiva, una sorta di “quindicesima”: 1500 euro netti all’anno. Siamo stufi di prendere le briciole in un comparto in cui si guadagna tantissimo. La professionalità va pagata. Non dobbiamo più lottare per dieci, ma per otto ore lavorative, con un salario proporzionato a rischi elevati cui la nostra professione espone ogni giorno».

Dal momento che quello del marmo è un settore in salute, anche i cavatori vorrebbero avere una ricaduta positiva. «Abbiamo esaminato un documento presentato dagli industriali coi dati del settore relativi al 2015 – ha affermato Muracchioli – mostra che c’è un gettito importante verso la città dato dall’indotto del lapideo. Chi deve prendersene il merito? Oggi sono pochi i datori di lavoro che vivono la cava, tutto si basa sulle nostre competenze. È giusto che la nostra esperienza venga retribuita e ricompensata. Abbiamo avanzato questa richiesta perché vogliamo essere i primi a risentire positivamente di questo movimento».

Il confronto con Roberto Venturini, segretario Fillea Cgil di Massa-Carrara, non ha soddisfatto i membri della Lega: «Quello che hanno chiesto sono briciole. La rivalutazione e revisione delle indennità di disagio presenti, ad esempio: noi abbiamo chiesto un’aggiunta, non una revisione».

Anche la sicurezza in cava è una priorità della Lega dei cavatori, forse la maggiore. Per questo gli operatori del monte chiedono che il direttore dei lavori sia più presente: «Ci siamo costituiti in primo luogo per portare attenzione sulla sicurezza – ha spiegato Zaccagna – la figura del direttore dei lavori dovrebbe essere sempre presente, come noi della Lega chiediamo da quando esistiamo. Ad oggi, invece, lo è una volta ogni 10-15 giorni lavorativi. In sua assenza quindi è il sorvegliante che deve affrontare le problematiche quotidiane e prendere decisioni anche importanti, assumendosi responsabilità che vanno ben oltre il suo ruolo. Avevamo chiesto un incontro con l’ingegner Maura Pellegri, ma non siamo stati ricontattati». L’altro problema sono i controlli in cava: «Chi se ne occupa non è formato. Avevamo offerto anche la collaborazione dei cavatori, anche in pensione» dicono dalla Lega. Persiste poi una disparità eccessiva tra cave diverse: «Troviamo cave che lavorano anche con la pioggia, o alle dieci di sera. Ci viene chiesto di segnalare cosa non va, ma non dovrebbe essere compito nostro: noi siamo soggetti al ricatto occupazionale», aggiungono. L’ultima materia di confronto sono state le pensioni. In particolare la legge n. 5 nel 3 febbraio 1960, prevede la riduzione dell’età pensionabile per i lavoratori di miniere, cave e torbiere ma i cavatori hanno difficoltà ad accedervi: «Non ci è chiaro il motivo – ha affermato Muracchioli – abbiamo chiesto un consulto al nostro avvocato. Quando arriveranno le risposte vedremo il da farsi».

Irene Rubino



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