Attenzione
«Chi fa le opere non può autocertificarsi»
I Paladini Apuoversiliesi contestano l’ampliamento del porto e chiedono un incontro in Regione
CARRARA. I paladini apuoversiliesi chiedono incontro urgente all’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli per fare il punto sull’accordo di programma per le opere al porto di Carrara.
Al motto di «chi realizza l’opera non può certificare se stesso» l’associazione segnala «il possibile aumento dell’erosione della spiaggia, che potrebbe derivare dalle opere e che preoccupa una molteplicità di residenti e non residenti, attività economiche, associazioni». I paladini ricordano che «la Regione la scorsa estate ha riconosciuto che pennelli, scogliere e i vari sistemi , adottati si sono rilevati inefficaci e alla assemblea annuale dei Paladini del 31 ottobre 2017 l’Assessore all’Ambiente Federica Fratoni ha presentato il piano di ripascimento della spiaggia previsto da Viareggio a Poveromo nel 2019».
«Ci sono voluti 18 anni di battaglie dei Paladini il parere concorde di 59 scienziati di tutto il mondo convenuti per tre anni al “Forum Internazionale del Mare e delle Coste di Forte dei Marmi”, la voce forte del Professor Mauro Rosi con “neanche un sasso in mare” durante il Forum del 2016, la formazione del Team Coste, Coordinamento fra le Università di Pisa, Firenze e Siena, con il Professor Giovanni Sarti e l’impegno del Comune di Forte dei Marmi nel voler tenere alta l’attenzione sul problema dell’erosione a livello nazionale e internazionale» commenta Orietta Colacicco, Presidente dell’associazione che ricorda come proprio per «i possibili effetti erosivi il Ministero dell’Ambiente di Altero Matteoli bocciò il progetto dell’ampliamento del Porto di Carrara». Uno spettro che secondo l’associazione si ripropone oggi a seguito della sigla del Protocollo di Intesa sullo sviluppo del Porto di Marina di Carrara. Per questo i Paladini si rendono «disponibili ad andare a Firenze, accompagnati da una delegazione di balneari, commercianti, albergatori e dagli Amministratori della zona apuoversiliese che vorranno essere con noi. E a quel tavolo ci piacerebbero sedessero anche il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che sul tema erosione e porto di Carrara ci ha già ricevuti e ascoltati nel 2015 e l’Assessore Fratoni, anche perché, se i lavori portassero a un aumento dell’erosione, verrebbe ad essere vanificato lo sforzo anche economico del progetto ripascimento. Al di là dei ricorsi, che probabilmente ci saranno come atti dovuti nel rispetto dei tempi, vorremmo vedere - spiega l’associazione - progetto e disegni e approfondire alcuni punti della delibera. Fra questi, il supposto “miglioramento dell’impatto dell’attuale porto sull’erosione della costa a sud del porto stesso,” portato dal prolungamento della diga foranea e conseguentemente della banchina Taliercio».
Ma i Paladini chiedono chiarezza anche sull’ «impegno dell’ Autorità portuale a far redigere da soggetti di riconosciuta competenza a livello internazionale idonei studi atti a definire la conformazione delle opere di ampliamento del porto, che non dovranno in nessun modo peggiorare e, ove possibile, migliorare le attuali condizioni relative all’erosione costiera e non aggravare il rischio idraulico alla foce del Torrente Carrione». Come dire, conclude polemicamente l’associazione dei Paladini Apuoversiliesi «che chi realizzerà il progetto (vale a dire l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, ndr), farà controllare e certificare il proprio progetto da soggetti da lui incaricati, in pratica controllerà se stesso». Di qui l’appello a un incontro con l’assessore regionale per fare il punto sul futuro del porto.
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