Il Tirreno

Si finge amico del figlio e truffa anziani

Si finge amico del figlio e truffa anziani

L’uomo però è stato identificato dalle vittime ed è finito sotto processo. Anche la Cassazione gli ha dato torto

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MASSA. Aveva finto di essere un amico del figlio e con questa scusa era entrato in casa di due anziani coniugi e li aveva fatti parlare. Una manovra per distrarli mentre le sue amiche gironzolavano per le stanze dell’abitazione in cerca di soldi e preziosi. Ma il raggiro a Cesare Demetrio, genovese di 48 anni, era andato male perché le forze dell’ordine lo avevano individuato grazie alla descrizione dei due vecchietti.

Dopo la denuncia l’uomo era stato processato e condannato sia in primo grado sia in appello: due anni, due mesi e venti giorni la pena stabilita da entrambi i giudici che avevano accolto la tesi dell’accusa. Demetrio aveva pianificato la truffa insieme alle due donne e aveva scelto le vittime proprio perché ultraottantenni e soprattutto perché vivevano da sole. Erano stati proprio i due anziani a dirgli che avevano un figlio e lui aveva avuto gioco facile a fingersi suo amico, dopo che era riuscito a ottenere la loro attenzione.

Mentre la coppia parlava del loro giovanotto lui faceva segno alle altre di andare a cercare gli oggetti di valore. Una di loro aveva chiesto alla padrona di casa di andare in bagno e aveva avuto tutto il tempo per portare via quel che riusciva a trovare. Ma i tre malviventi non avevano fatto bene i loro conti: gli anziani sapevano il fatto loro e avevano stampato bene in mente i volti di quelle persone che gli avevano fatto un sacco di domande. E hanno detto al figlio quello che era successo. Questo aveva chiamato le forze dell’ordine fornendo tutte le indicazioni per poter acciuffare i truffatori. E così era successo. Con la denuncia a piede libero.

Il quarantottenne, dopo le condanne nei due gradi di giudizio, ha provato a ricorrere in cassazione, impugnando le sentenze in quanto la sua responsabilità al colpo nell’appartamento non era così acclarata. Lui stava parlando con quei vecchietti ma non sapeva cosa stavano combinando le due donne nelle altre stanze.

Tesi difensiva che però non ha convinto i supremi giudici, che hanno confermato la condanna respingendo il ricorso: «Il giudice di appello ha evidenziato come il concorso nel reato del Demetrio risultava adeguatamente dimostrato dal comportamento dello stesso per vincere il sospetto e le resistenze della persona offesa, laddove si era presentao come amico del figlio di questa, mentre le due donne che a esso si accompagnavano si erano poste alla ricerca di beni di valore da sottrarre».
 

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