Sicurezza
Rovinato il murale di Orticanoodles
L’Interwall realizzato a Milano dal collettivo carrarese è stato macchiato a 4 giorni dall’inaugurazione
CARRARA. Dai tempi della fondazione del 1908 e dell’Ambrosiana fino all’esultanza di Diego Milito e di Ronaldo; nel mezzo attimi e giocatori rimasti nel cuore dei tifosi nerazzurri, come Giacinto Facchetti e Javier Zanetti, tra gli altri. Tutti raffigurati all’interno di un murale realizzato a Milano per i 110 anni dell’Inter dal collettivo Orticanoodles del carrarese Walter “Wally” Contipelli.
Si chiama “Interwall” ed è il murale pensato da Mediaset Premium per celebrare i 110 anni di storia dell’Inter. Un giocatore per ogni dieci anni scelto attraverso un contest on line partito l’autunno scorso. Al termine lo scorso gennaio, il responso dei tifosi tradotto su un murale che descrive i 110 anni di Inter: e allora ecco Milito (e il triplete del 2010), Ronaldo, Facchetti, Zanetti, Bergomi, Meazza e gli anni della fondazione. Per realizzarlo sono stati utilizzati 80 litri di vernice, 50 matrici di carta e una superficie di circa 200 metri quadrati e un mese di lavoro, realizzato da 8 persone. Alla fine lunedì scorso l’opera – situata a Milano in via Borsieri 5 è stata “svelata”.
«Per un’opera come questa l’interazione con i tifosi era rappresentata dalla riconoscibilità», spiega il carrarese Contipelli. Peccato però che la bella notizia dell’ennesimo successo del collettivo del carrarese “Wally”, sia stata almeno in parte rovinata lunedì da un’amara sorpresa: “Interwall” è stato imbrattato con vernice rossa (e con tanto di scritta) sparsa praticamente su tutto il murale, andando a “macchiare” l’intero lavoro di un mese e il simbolo dei 110 anni di storia dei nerazzurri.
«Abbiamo fatto in dieci anni circa 20mila chilometri di opere e ci era successo soltanto un’altra volta – dice Walter Contipelli – Alla Circumvesuviana di Napoli, un atto vandalico da interpretare come la rivendicazione dell’ “Io” in quel luogo. Questa volta c’entra la fede calcistica: si dovrebbe rispettare l’avversario, invece c’è stato questo atto vandalico, un atto vigliacco. Tanti esponenti del tifo milanista hanno comunque criticato il gesto».
«Noi un po’ ce lo aspettavamo, non così, però quando ci hanno proposto la cosa e abbiamo sentito parlare di calcio era un po’ previsto» ammette.
«É proprio per questo – ci fa sapere – che avevano deciso di alzare di un metro (dai canonici 3, 2 metri a 4, 2) quella linea pensata dai writers proprio per questi motivi. È stata una batosta. Ci abbiamo lavoratoun mese sotto la neve e la pioggia. Noi portiamo contenuti, l’atto distruttore fa arrabbiare perché non c’è dialogo. Si tratta peraltro di una vernice molto carica».
L’idea, adesso, è quella del restauro, dopo il punto della situazione da fare con gli organizzatori del progetto: «Bisognerà comunque ripartire quasi da capo», conclude Walter Contipelli.
Dopo “Interwall”, quindi, il collettivo continuerà i suoi lavori a Parma (attualmente nella sede di Crédit Agricole di Parma, dedicato ai millennials) per poi tornare in zona Milano. In via di definizione, all’ombra delle Apuane, anche uno sulla Partaccia.
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