La manifestazione
Ricordati Crespiani, Guidotti e Ratti
Dopo l’iniziativa, l’Anpi di Casola-Fivizzano ha partecipato al corteo a Carrara
CASOLA. La sezione Anpi Casola -Fivizzano "Hans e Sophie Scholl" ha commemorato i partigiani originari del Comune di Casola: Giovanni Crespiani e Paolo Guidotti, e il partigiano di Magliano di Fivizzano Eugenio Ratti. I ribelli vennero fucilati il 2 marzo 1945, a Calce di Migliarina di La Spezia. I due partigiani di Casola appartenevano alla III^ Brigata Garibaldi La Spezia, mentre Ratti, probabilmente, apparteneva alla formazione di Gino Conti "Giove" aderente alla IV^ Brigata Garibaldi "Apuana". Giovanni Crespiani e Paolo Guidotti, secondo i documenti ritrovati presso l'archivio di Stato di Genova, dal presidente della sezione Anpi di Casola- Fivizzano Daniele Rossi furono oggetto di una relazione fatta da un conterraneo, originario di Castiglioncello di Casola. I due partigiani vennero arrestati dai nazisti della V^ compagnia, comandata dal sotto tenente Wilhelm Oster del II^ Battaglione Russisches del Grenadier-Regiment 274, dipendente dalla 148° Infanterie-Division. Giovanni Crespiani e Paolo Guidotti, vennero prima imprigionati a Fivizzano e successivamente condotti a La Spezia e consegnati alla famigerata banda Gallo, nella sede del XXI^ Reggimento di La Spezia. Tutti e tre i partigiani subirono delle torture dalla banda Gallo. Al figlio di Giovanni Crespiani, Armido, all'epoca quindicenne partigiano nelle vallate tra Piemonte e Liguria, la notizia di quanto accaduto al padre fu data dal suo comandante di brigata. Armido Crespiani, per tutta la sua vita ha militato nel Partito Comunista e nella sezione Anpi di Migliarina di La Spezia, ricordando ogni anno il genitore scomparso. La sezione del Partito Comunista di Casola venne intitolata a Giovanni Crespiani. La giornata della Sezione Anpi di Casola - Fivizzano è continuata a Carrara dove ha partecipato alla manifestazione di protesta contro lo sfregio fatto alla sede provinciale di Anpi, dove sono state disegnate due svastiche.
Marco Landini
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