Il Tirreno

Primarie il 15 aprile Nardi: meglio Bugliani

di Chiara Sillicani
Primarie il 15 aprile Nardi: meglio Bugliani

L’onorevole: «Puntiamo su un candidato che unisca tutti»

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MASSA. Il Pd lo sa che non c’è più tempo da perdere, che ogni minuto vale oro, che quella di Massa è una sfida pericolosa: il rischio di perdere la città pesa come una spada di Damocle. Ieri sera la segreteria comunale ha convocato i presidenti di circolo: c’è da tirare le somme e decidere modi e tempi delle primarie. Sempre che le primarie si facciano davvero. Il partito, infatti - parola dell’onorevole Martina Nardi - lavora anche per un’altra ipotesi, quella di identificare un candidato unitario che goda di un consenso ampio, che possa non solo favorire l’unità del centro sinistra, ma pure far fare un passo indietro a chi, invece, il passo lo ha fatto in avanti. E quel candidato secondo Martina Nardi c’è e si chiama Giacomo Bugliani. Il centro sinistra è sfibrato, perde consensi, segnato dalla sconfitta alle politiche, prosegue sulla strada della divisione. Ma rimanere divisi - la parlamentare ne è convinta - vuole dire consegnare ad altri la città: «Correre con un minimo di tre candidati - la Nardi disegna il quadro - significa perdere. Non siamo nel 2008, non abbiamo saputo cogliere le istanze del territorio. Serve generosità». Serve unità e le strade per l’unità sono due. La prima, quella che la parlamentare ammette di percorrere, è la via del candidato unico: «Io lavoro per la candidatura di Giacomo Bugliani perché ci permette di uscire dal guado. Si deve prendere atto del fatto che sul nome di Volpi non c’è unanimità. Il personalismo di Volpi ha tenuto banco per mesi. Servono meno personalismi e più generosità. Quella di Bugliani potrebbe essere una candidatura unitaria, potrebbe motivare altri a fare un passo indietro». L’unità ritrovata con programma e candidato unico. Ma se quella strada non fosse percorribile, beh allora rimarrebbero le primarie. E in quel caso la data del voto - seppur non ancora ufficiale - sarebbe il 15 aprile, giorno in cui i gazebi saranno allestiti anche a Siena per le primarie di partito: «Credo che il 15 aprile sia la data papabile - ammette la Nardi - e su quella stiamo ragionando. Nel giro di 24 ore dobbiamo chiudere la partita». Perché a Siena per votare il 15 aprile, le candidature vanno presentate entro il 28 marzo ed oggi è il 26. Primarie come seconda ipotesi nel caso di un no secco di Giacomo Bugliani. E primarie nel segno di una «competizione positiva». La terza via c’è, quella della divisione e secondo Martina Nardi non può che portare alla sconfitta. Bugliani, quindi, che all’appello di scendere in campo risponde, almeno alla stampa, con un nì: confida di volere rimanere in consiglio regionale nel rispetto di chi lo ha eletto, ma ammette che fare il sindaco sarebbe bellissimo. Per Martina Nardi è lui la persona giusta in questo momento storico, più di quanto non sarebbe lei stessa: «Io amo la mia città, vedere in queste condizioni il centro sinistra mi fa male, ma la mia candidatura, anche lasciando la camera per fare il sindaco, sarebbe comunque divisiva. Quella di Giacomo non lo è. Può unire». E - ipotizza qualcuno - spingere il competitor più pericoloso, Sergio Menchini, a fare il passo indietro. Competitor che il Pd ha tentato di trasformare in un suo giocatore: «Mi considero un candidato indipendente, ma mi è stato prospettato di entrare nel partito». La tessera Menchini con ce l’ha, nè si dice disponibile alla ritirata, assicura di volersi giocare la partita. Ammette, però, di «aver convintamente votato Bugliani alle Regionali e di stimarlo. Ora il Pd - aggiunge il professore - deve saper scegliere. Si può buttare la palla in fallo laterale, ma poi il rigore va battuto». E batterlo tocca al Pd.

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