Proteste
Incendiate due auto, terrore a Mirteto
Fiamme alte sei metri in una traversa di via Salvetti. Il proprietario delle vetture sporge denuncia: «Non ho nemici»
MASSA. Le macchine erano posteggiate lungo la piccola strada privata che separa due edifici. Non due edifici qualunque, perché tra quei due stabili scorre la vita di Angelo Carlo Fruzzetti. In uno dei due immobili c’è il suo tabacchino dove lavora, c’è il suo bar, dato in gestione, c’è la casa del figlio e della nuora. Nell’altro c’è la sua di case che divide con la moglie e l’altro figlio. A separare i due edifici una viuzza privata, traversa di via Salvetti, nel cuore di Mirteto. È quella strada che qualcuno percorre nella notte tra giovedì 22 marzo e venerdì 23 per appiccare il fuoco alle due auto, una Clio e un’Astra, tutte e due di proprietà di Angelo Carlo. Le fiamme ci mettono un attimo ad alimentarsi, raggiungono i sei metri di altezza, lambiscono gli ultimi piani degli edifici, carbonizzano i cavi delle connessioni per Lotto ed Enalotto, a servizio del tabacchino. L’impianto di allarme è distrutto, il calore scioglie persino i citofoni.
Il fuoco si accanisce sulla Clio, alimentata a Gpl. Fiamme così alte da illuminare a giorno la zona: «Si è accorto di cosa stava accadendo il condomino che abita sotto di me, è stato svegliato dal bagliore e dal rumore di vetri infranti. Le sue urla hanno richiamato mio figlio che vive sopra il tabacchino ed è scappato in strada con la compagna: in casa loro c’era già fumo denso e acre. Mi sono svegliato, mi sono affacciato e ho visto l’inferno». Sul posto arrivano i pompieri con due mezzi e per domare le fiamme impiegano due ore: «Poteva essere una tragedia - ripete Angelo Carlo Fruzzetti, ancora sotto choc - perché tra le due macchine andate a fuoco c’è il contatore del gas. Se le fiamme lo avessero lambito, sarebbe scoppiato tutto». Ora quel contatore è chiuso, le case danneggiate, le auto distrutte. Angelo Carlo ha presentato denuncia contro ignoti, la scientifica ha già effettuato i rilievi sul posto e le due auto sono a disposizione dell’autorità giudiziaria, nel deposito di Turano. Lungo la strada o di fronte al tabacchino non ci sono telecamere, ma la polizia sta valutando se ve ne siano nella zona e se eventualmente, abbiano ripreso qualcosa. Di certo c’è che l’incendio è doloso: «Qualcuno - spiega Carlo - ha dato fuoco alle mie auto. Gli inneschi sono stati due». Nelle stessa stradina era posteggiata anche un’altra vettura che è stata risparmiata. Eppure Angelo Carlo è persona paciosa, una di quelle a cui tutti vogliono bene. Originario di Forno, da 35 anni a Mirteto, è conosciuto perché ha sempre lavorato al pubblico: «Non ho mai avuto problemi, mai avuto un alterco. Non ho nemici, sono una persona che non danneggia nessuno, piuttosto faccio del bene. Chi ha dato fuoco alle auto non si è reso conto di cosa avrebbe potuto causare se le fiamme avessero investito la tubatura del gas, se fossero entrate all’interno del tabacchino realizzato in parte in legno. Io non sono il tipo che ha paura per se stesso, ma temo anche a ricomprare un’auto». Nessun nemico, nessuno scontro, ma qualche ipotesi Angelo Carlo l’avanza e l’ha avanzata agli inquirenti: «Non ho certezze, ma penso ad una persona che mi è debitrice. È l’unica cosa che mi viene in mente». L’unica che possa aiutarlo a comprendere un gesto così pesante.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
