Sicurezza
Baby gang lancia bottigliette di acido muriatico
Grido d’allarme di una mamma: hanno colpito mia figlia, per fortuna era solo con l’acqua, poi due le hanno fatte esplodere
CARRARA. Allarme baby gang anche a Carrara centro: dopo i sassi lanciati contro un’auto nella vicina Massa, ecco ora il caso - al centro di verifiche ulteriori, è bene precisarlo subito - di due giovanissimi che avrebbero lanciato due bottiglie esplosive all’acido muriatico in Galleria Massimo D’Azeglio, per poi scappare dopo essere stati colti in flagrante. In precedenza, avrebbero colpito una ragazzina con una bottiglietta d’acqua, questa per fortuna non all’acido.
A denunciare il fatto è una signora che ne ha scritto sul gruppo facebook “Carrara: non abbandonare la città”. Della signora non forniamo le generalità per tutelare la privacy e il diritto alla riservatezza della figlia. Questo perché quel giorno lei si trovava sul posto in compagnia di sua figlia: «Mercoledì pomeriggio la stavo accompagnando da un medico che ha lo studio in galleria; mentre saliva le scale dal lato del Bar Nazionale è stata colpita in testa da una bottiglietta di plastica». Una bottiglietta d’acqua, come detto. «L’avevano lanciata due ragazzini, avranno avuto circa 11 anni. Si è arrabbiata tantissimo, ha provato a inseguirli, ma loro sono scappati via. A quel punto l’ho accompagnata fino allo studio, dove l’ho lasciata per andare a fare delle commissioni. Mentre scendevo le scale ho sentito un boato. Ero spaventata, ma mi sono fatta coraggio e ho aperto il portone». Fuori, c’erano quei due ragazzini: «Erano di nuovo loro – prosegue la signora – uno aveva in mano una bottiglietta esplosiva contenente acido muriatico, protestava: “Ho paura”. L’altro lo esortava: “Se sei uomo lanciala”.
Il primo ha ubbidito, c’è stata un’altra esplosione. A quel punto sono intervenuti anche due esercenti che hanno le loro attività in galleria. Abbiamo ripreso i bambini, che ci hanno risposto con grande maleducazione: sembrava che non si rendessero nemmeno conto della gravità del loro gesto. Ho fatto loro presente che avrebbero potuto sfregiare mia figlia. Pian piano sono sgattaiolati via e si sono dileguati. Avreste dovuto vedere con che scaltrezza! Ho l’impressione che siano passati dal lato del Comune. Comunque, avevamo con sé una confezione di bottigliette d’acqua, tre delle quali erano piene di acido muriatico. Ne hanno portate con sé due, abbandonandone una. Noi non potevamo assolutamente trattenerli in quanto minorenni, ma una signora che ha assistito alla vicenda aveva già chiamato la polizia municipale. Dopo la loro fuga è arrivato un vigile, che ha prelevato l’ultima “bomba” rimasta». La signora aggiunge che ieri è passata dai carabinieri «a far presente questo episodio gravissimo». Le hanno risposto che servirebbe una segnalazione dei condòmini o degli esercenti della galleria. «Ma quei ragazzi - aggiunge - non sono nuovi a simili bravate: mi hanno riferito di sputi, sassate, tentativi di urinare addosso ai passanti da parte loro. Questa volta, però, hanno fatto qualcosa di molto più grave: quelle due esplosioni erano da rabbrividire. Mi stupisce poi che dei ragazzini sapessero come fabbricare delle bombe con quel sistema. Immagino che si siano documentati su internet». In effetti, sulla rete questo tipo di informazioni ci sono. «Se si fossero documentati, però, avrebbero saputo anche quanti danni avrebbero potuto causare», conclude.
«Non sono informata del fatto in questione – dice la dottoressa Paola Micheletti, comandante della polizia municipale – non mi è ancora pervenuta una relazione al riguardo. Può tuttavia darsi che non sia stata fatta una relazione, visto che i ragazzini non sono stati fermati. Ci sono delle telecamere in zona, ma raramente consentono d’identificare un volto, in particolare quello di un minore che può muoversi molto velocemente».
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