Finanza
Lap dance ad Antona, riparte il processo
Alla sbarra una decina di persone fra cui i titolari del night club “Le Follie” Giovani romene venivano reclutate come ballerine e poi costrette a prostituirsi
MASSA. Un locale, sulle colline massesi, a Antona, trasformato in night club.
Ragazze, giovanissime, che dalla Romania venivano reclutate come ballerine di lap dance e che finivano sulla via della prostituzione.
Una maxi operazione (le indagini cominciarono nel 2005 e culminarono con gli arrtesti nel 2006) e un processo che fatica a andare avanti. Ieri mattina in tribunale a Massa è stato incardinato davanti a un nuovo collegio giudicante.
Alla sbarra una decina di persone.
Tra queste Sergio De Andrè e Ionela Hristea, titolari del night “Le Follie” di Antona. Nei loro confronti la procura di Massa muove le imputazioni di associazione per delinquere (articolo 416), sfruttamento della prostituzione e immigrazione clandestina. Le ragazze secondo l’accusa arrivavano in Italia per fare le ballerine di lap dance in una rete di circoli privati, ad Antona e nel resto della Toscana. Tutte avevano un permesso di soggiorno per fini turistici di tre mesi rilasciato regolarmente. In novanta giorni facevano il giro di quattro locali.
Le giovani, tutte romene, a parte un paio di italiane, arrivavano dallo stesso distretto di Bucarest, dov’era originario uno degli imputati.
Nel corso delle indagini, e soprattutto dalle intercettazioni finite nel faldone della procura, è emerso un quadro fatto di grandissimo squallore:e le giovani venivano trattate come merce. Come pedine da piazzare nel locale di Antona. Al telefono i vari personagig coinvolti commentavano le loro doti fisiche in modo sprezzante quando queste non erano proprio avvenenti. Prove schiaccianti secondo l’accusa, che ha in mano anche le confessioni fatte dalla maggior parte delle persone che adesso sono alla sbarra quando, nel 2006, sono finite in carcere. Le giovani - tutte dai 20 ai 25 anni - sapevano che dovevano andare a lavorare in un circolo a luci rosse, ma non tutte erano a conoscenza che con i clienti dovevano fare molto altro.
Le future lap dancer finivano nelle mani di un paio di presunti impresari, o presunti tali, che le trasportavano in Italia a bordo di un furgone che in un’occasione era stata anche fermato dalla polizia stradale. I reati risalgono al 2006, le indagini sono comincate nel 2005, ma le aggravanti e la recidiva allungano i tempi della prescrizione.
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