Il Tirreno

La Verve ringrazia con l’arte di Jacopo Fo

La Verve ringrazia con l’arte di Jacopo Fo

Dopo il sì alle camere a Torre Marina, la società dedica alla città lo spettacolo “I calzini sul comò”

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MASSA. Il consiglio comunale dice sì al 25% di residenziale nelle colonie. E quel sì vale anche per la colonia Edoardo Agnelli, quella che per i massesi è la Torre Fiat. Gli appartamenti non potrebbero sorgere nella vera e propria torre, ma sono ammessi nei cosiddetti corpi minori, le palazzine che sorgono nel parco. Per un totale di 1.200 metri quadrati. Ma l’ipotesi case, la società Verve - parola di Doriano Cranco che di quella società è vicepresidente - neppure la prende in considerazione. Esulta, invece, per l’approvazione dell’emendamento che consente di dire addio alle vecchie camerate lungo la rampa elicoidale per realizzare 72 camere.

Un investimento complessivo di 5 milioni e la soddisfazione di poterlo realizzare tanto che Verve ha deciso di ringraziare la città. Lo farà con uno spettacolo gratuito o a costo simbolico portato in scena da Jacopo Fo e allestito nel teatro della Torre Marina, per 450 posti. Il figlio del premio nobel allestirà “Calzini sul comò”, un’opera - spiega lo stesso Fo - sui diversi modi di comunicare di uomini e donne. Lui che cerca i calzini. E non li trova. Lei che gli assicura che ci sono e li trova eccome. Spettacolo che andrà in scena a maggio. Del resto Jacopo Fo, amico di Cranco e padre della Libera Università di Alcatraz, singolare luogo di vacanza e relax in Umbria, di turismo ne sa parecchio. E la battaglia della Verve per realizzare le camere l’ha combattuta in prima persona con tanto di braccia incatenate in consiglio comunale: «Io penso che nella burocrazia - spiega - ci siano delle follie. Abbiamo un sistema che persegue l’onesto, ma è permeabile dai furbi, dai disonesti e dai corrotti. Quando mi è stato chiesto un aiuto per Torre Marina, l’ho dato. Credo che chi gode di un minimo di visibilità debba usarla per fare dell’Italia un paese normale. Verve chiedeva soltanto di rendere una struttura usufruibile a fini turistici, nulla di più».

Adesso ce l’ha fatta: la società si è già portata avanti e se la burocrazia facesse il suo corso in tempi rapidi, ad ottobre Verve potrebbe già inaugurare i lavori. «Abbiamo affidato il progetto per le 72 camere - spiega Cranco - alla facoltà di architettura di Firenze. Non tocchiamo la struttura elicoidale e non andiamo ad alzare muri in mattone e cemento, il pool di architetti studierà la soluzione migliore e i materiali più indicati. Il dialogo con la Soprintendenza è già in corso».

(c.s.)

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