Il Tirreno

Cave, De Pasquale boccia la nuova legge «Zoppa e da rivedere»

di Alessandra Vivoli
Cave, De Pasquale boccia la nuova legge «Zoppa e da rivedere»

Carrara, il sindaco ascoltato dalle commissioni regionali competenti. La riforma segue la sentenza della Corte costituzionale 2016

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CARRARA. Prosegue il confronto sulla proposta di legge della Giunta Regionale in materia di cave, a seguito della sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittima la legge regionale 35/2015 nella parte relativa ai beni estimati (art.32 comma 2), e impone quindi un adeguamento dell’ordinamento. Dopo le sedute del novembre scorso, le commissioni Ambiente e Sviluppo economico del Consiglio regionale, presiedute rispettivamente dai consiglieri Pd Stefano Baccelli e Gianni Anselmi, sono tornate a riunirsi martedì per ascoltare i sindaci dei comuni del distretto apuo-versiliese.

Tra i nodi sollevati all’attenzione dei commissari, la necessità di garantire l’autonomia dei territori. In particolare il sindaco di Carrara, Francesco De Pasquale, ha definito la proposta di legge «zoppa» e con «forti criticità». «Il principio che sta alla base del testo va profondamente rivisto» ha spiegato ricordando lo statuto comunale che all’articolo 2 comma 2 riporta: «I bacini marmiferi sono patrimonio indisponibile della comunità carrarese e come tali sono gestiti dal comune, tutelati e valorizzati nell’interesse collettivo presente e futuro».

Altri punti sollevati nel corso delle consultazioni hanno riguardato il nucleo tecnico di valutazione la cui utilità e i controlli di qualità previsti nel testo di legge. Le osservazioni emerse nel corso delle sedute e quelle inviate ai commissari in forma scritta «saranno oggetto di valutazione puntuale» ha detto al termine dei lavori il presidente Baccelli.

Il confronto con le amministrazioni del territorio è necessario a «migliorare e qualificare l’intervento legislativo» gli ha fatto eco Anselmi garantendo che «nessuno sottovaluta la decisività del settore marmifero nell’economia regionale. Il testo di legge cerca di governare l’intero contesto. La nostra attenzione deve essere rivolta alla generalità delle norme anche per capire quanto la puntualità della parte sul distretto apuo-versiliese può essere utile per un corretto governo da parte delle amministrazioni comunali» ha concluso Anslemi dicendosi «molto rispettoso delle regole e della potestà regolamentare dei comuni».

Per il vicepresidente della commissione Ambiente Giacomo Giannarelli (Movimento 5 stelle), il testo di legge è «condivisibile» nella parte in cui si tenta di «contingentare e regolamentare l’attività estrattiva» ma resta comunque necessario «incrementare la filiera corta, intervenire dove ci sono criticità e guardare all’attività estrattiva non solo dove rappresenta una caratteristica identitaria. Variamo norme che interessano tutto il territorio regionale» ha dichiarato l’esponente pentastellato segnalando che «nei prossimi mesi, occorrerà recuperare quanto non è stato fatto dal 2015, sanare le mancanze della Regione e lavorare per non lasciare sole le amministrazioni locali».

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