Il Tirreno

«Programma pronto per rilanciare Massa»

di Chiara Sillicani
«Programma pronto per rilanciare Massa»

Menchini lo presenterà dopo Pasqua. Ecco le anticipazioni

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di Chiara Sillicani
MASSA. Le primarie del centro-sinistra le ha chieste e le ha sostenute. Adesso, però, che il Partito Democratico non ha ancora trovato la quadra, Sergio Menchini, estrazione socialista, ma senza tessere in tasca, non pare più così convinto. E la sua titubanza, mai esplicitata, trapela dalla volontà di non perder tempo e andare avanti. Anche da solo: sede già scelta, in via Alberica, pool di professionisti al lavoro, programma steso. La prossima settimana - parola dell’avvocato - sarà pubblicato sul sito web. E i lavori già fervono per mettere in piedi un incontro pubblico e presentarlo a tutti i massesi, quel programma.

La parola “primarie” Sergio Menchini neppure la pronuncia, ma il suo continuo appello ad una condivisione di temi e programmi nel centro sinistra la dice lunga visto che lui il programma già ce l’ha. Ambiziosissimo, quasi da libro dei sogni. Ma se il sogno - Menchini ci tiene a ribadirlo - è imprescindibile ingrediente di un’azione politica mirata, la sua idea di città - assicura - punta sulla concretezza della competenza: «Un gruppo di persone sta lavorando al mio progetto. Commercialisti, esperti di finanza pubblica, architetti».

Il punto di partenza è dare nuova linfa alla città partendo dal cuore, il centro storico. Con uno scopo: fare di Massa una città appetibile. Tradotto: riportare investimenti perché - per proseguire il ragionamento del professore - è con gli investimenti che si realizzano le opere. Così - Sergio Menchini concede qualche anticipazione - l’idea di fondo è quella di motivare i massesi ad abitare e lavorare in centro storico: «Vantaggi per i giovani che scelgono di viverci e defiscalizzazione per chi invece vi apre un’attività».

Menchini gli insediamenti commerciali nelle fasce di bordo li ammette, ma ad una condizione: che lì si sviluppi un tipo di commercio non compatibile con le caratteristiche del centro storico (dal bricolage - per citare alcuni casi - alla grande tecnologia), «perché - ribadisce - il commercio nel senso più stretto della parola deve trovar casa nel cuore di Massa». Per l’avvocato l’equazione è immediata: «Una città che non sia l’attuale deserto dei tartari, una città viva consente di recuperare e riqualificare». Perchè consente di attrarre soldi, quelli - per esempio - di privati disposti a trasformare, con un project financing, l’area dell’ex Intendenza: «Non è possibile pensabile che rimanga come è attualmente». Lì Menchini immagina - corsi e ricorsi storici - «un parcheggio interrato che veda al primo piano la realizzazione di strutture, in modo che l’opera sia remunerativa per gli investitori privati. E un’ampia area verde». Recupero anche per il comparto del Frigido con la «creazione di un ampio parcheggio e attività di ricezione per chi arriva in città, centro informazioni in primis. E - a completare il quadro - un sistema di bus navetta». I soldi? «Beh, dobbiamo puntare ad intercettare finanziamenti, tra cui quelli europei. Il nostro comune per la partecipazione ai bandi europei è fra gli ultimi in Toscana».

Progetti, riqualificazione e convenzioni (come quella con i proprietari dell’Astor per il recupero dell’immobile) con un ruolo di centralità affidato alla cultura: «Il programma - esplicita Menchini - muove da due parole chiave: giovani e cultura». E non a caso il professore mette al primo posto nella lista delle priorità «la riapertura del Guglielmi». E propone la realizzazione di «un grande e nuovo polo bibliotecario in città». Dove potrebbe essere quel polo Sergio Menchini non lo dice, ma assicura che «gli architetti sono al lavoro» insieme a chi si occupa di conti e finanza. Per garantire la fattibilità economica dei progetti. Insomma, primarie o non primarie, Sergio Menchini non arretra di un centimetro. Tutt’altro. Tenta di giocare d’anticipo.

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