Toscana
In Duomo va in scena la magica suggestione dell’equinozio - Video
Alle 12 e 27 un raggio di sole illumina e “divide” una colonna. Tutta la simbologia dell’evento spiegata dagli esperti
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CARRARA. Lo spettacolo dell’equinozio di primavera in Duomo. Cronaca di una mattinata davvero speciale. L'attesa, accompagnata dalle note degli studenti del Liceo Musicale “Palma”, parte quando sono passate da poco le 12 e 15, all'incirca.
Dieci minuti, poco più, tutti al centro della navata con la testa (e i cellulari) rivolti verso la penultima colonna del Duomo, partendo dall'ingresso. Sono le 12 e 27 («il mezzogiorno vero»), invece, quando la luce del sole che arriva da una finestra sul lato opposto comincia a dividere, illuminando, la colonna e i suoi leoni. Parte un primo applauso. C'è un istante preciso in cui luce e buio si spartiscono la scena, per un momento, come spiegato nel corso della mattinata dagli esperti in materia, ricco di simbologie.
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Attimi di suggestione dell’evento “Emozioni di primavera” (“Riscopriamo le verità nascoste del nostro Duomo”), l'evento – organizzato da Architettura&Geobiologia Studi integrati, il Rotary club Marina di Massa Riviera Apuana, il polo artistico di Massa Carrara (Liceo Artistico e Musicale) e l'Istituto Alberghiero “Minuto” di Massa (che ha preparato il buffet finale) – per l'equinozio primaverile e la sua osservazione all'interno del Duomo. E così il via alla mattinata è stato dato con i saluti del parroco Don Raffaello Piagentini, prima, e successivamente, per Palazzo civico, dal consigliere Cesare Bassani. Poi il turno del doppio intervento; il tutto intervallato dalle esibizioni musicali degli studenti. Il primo intervento – quello di Davide Lambruschi dell'Accademia Albericiana – concentrato dunque sull'aspetto storico del Duomo di Sant’Andrea e sulla storia dell'arte; poi è stata la volta dell'intervento dell'ingegnere Sergio Berti (Architettura&Geobiologia Studi integrati). «Il mezzogiorno – ha spiegato l'ingegner Berti – vero è alle 12,27, quando una striscia di luce sarà tangente alla colonna denominata meridiano.
Stessa cosa accadrà nella colonna dei leoni che verrà divisa a metà». Un evento con rilevanza simbolica. «Notte e giorno, male e bene, nel giorno degli equinozi i costruttori di questo edifico sacro hanno tenuto conto dell'aspetto simbolico: un leone da una parte è in ombra e dall'altro rimane illuminato. Tutto - ha aggiunto - è poi legato, navata centrale compresa; stesso fenomeno per quello autunnale. Anche il muro qui fuori è storto: nessun errore, le case che sono state costruite successivamente non permettono di vedere una sorta di orologio solare». Dopo le parole di apertura dell'evento, quindi, i due interventi degli esperti, tra storia e geometria sacra, e le esibizioni musicali, tutti, come detto, rivolti verso il punto indicato per vari minuti. Arriva poi la luce del sole che con il passare dei minuti illumina la colonna e i suoi leoni. Sono all'incirca le 12,27, parte l'applauso; pochi minuti e la luce sorpassa il buio: parte la primavera.
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