Attenzione
Centrosinistra, torna lo spettro spaccatura
Ancora divisioni su primarie e Volpi bis, alleanza più lontana E nel Pd c’è chi pensa alla candidatura della pasionaria No Aru
MASSA. Tra grande alleanza e spaccatura: il centrosinistra vive giorni tesi e confusi, alla ricerca di un accordo sulle prossime elezioni amministrative. E se il voto di lunedì scorso in consiglio comunale sembrava l’avvio di un disgelo fra le varie componenti del centrosinistra, nel giro di poche ore il barometro della politica è tornato di nuovo a segnare bufera. Sì l’alleanza “allargata” che pareva cominciare a delinearsi con l’astensione degli Arancioni, del Psi e dell’Udc nel voto sul bilancio preventivo è adesso di nuovo lontanissima. E il centrosinistra è di nuovo sull’orlo della spaccatura. Tanto che nel Pd c’è già qualcuno che pensa a mettere in campo un candidato “di partito” per le primarie, e avrebbe già individuato un nome. Quello di Maria Rosa Baldini, avvocato, componente della commissione di garanzia dei Dem e pasionaria dei No Aru. La quale, però, smentisce: «Non ne so nulla, proprio nulla. Per quanto mi riguarda il candidato del Pd alle primarie è il sindaco Alessandro Volpi».
Il nuovo irrigidimento è maturato al tavolo del centrosinistra che questa alleanza, appunto, dovrebbe costruirla. Dove la segreteria del Pd, gli Arancioni e il Psi (ma anche la componente del Pri che sta con il centrosinistra) hanno spinto con forza sulle primarie. “Ce lo chiedono pezzi importanti del centrosinistra, è il modo per tenere insieme tutti, per creare l’alleanza più ampia e vincente possibile”, hanno ripetuto i fautori di questa soluzione. Aggiungendo che i tempi sono stretti e che bisogna fare presto. Quanto alla “cornice programmatica condivisa” ossia quella base di programma condiviso da cui dovrebbero partire le primarie (secondo quanto scritto dal documento dello stesso Pd), al tavolo sarebbe circolato un abbastanza generico piano suddiviso a capitoletti del tipo siamo per: lo sviluppo, per la difesa dell’ambiente, per la tutela dei più deboli, per il rilancio del turismo...
Ma l’accelerazione verso le primarie impressa dalla riunione ha provocato la reazione di chi le primarie non le vuole, Mdp/Leu e volpiani in primis. Il sindaco uscente ha già detto chiaro che a suo avviso le primarie sarebbero un bagno di sangue e ed è pronto al piano B: correre da solo. Senza le bandiere del Pd, a quel punto, ma con il sostegno dei Leu Mdp – i cui maggiorenti hanno anch’essi detto che alle primarie non ci stanno – e di quella “società civile” che lo condusse a vincere le primarie del 2013. “Attenti perchè a insistere sulle primarie ad ogni costo porterà alla distruzione della coalizione e ci porterà alla sconfitta”, hanno detto quelli di Leu.
La spaccatura, insomma, è dietro l’angolo. E per il segretario Luca Perinelli il compito di tenere assieme i pezzi della coalizione è sempre più difficile. Tanto più che non soltanto Volpi si dice pronto a correre “da solo”, ma neanche Sergio Menchini fa passi indietro e conferma la sua intenzione di candidarsi con o senza primarie. Le soluzioni possibili appaiono per adesso tre: la prima: le primarie saltano, Volpi è il candidato della coalizione (che a quel punto non comprenderà Arancioni e altri pezzi in dissenso con il sindaco uscente), mentre Menchini è in corsa da solo. Secondo, le primarie si fanno e Volpi decide di correre per conto suo (e a quel punto i candidati del centrosinistra sarebbero Menchini, Simone Ortori, Luca Anghelè e Rosa Baldini o chi per essa). La terza: le primarie si fanno ma con Volpi dentro, a sfidare gli altri candidati. Per decidere il centrosinistra si è dato tempo fino a domani. Ma forse ci sarà bisogno dei supplementari.
Claudio Figaia
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