Attenzione
Cava sotto alla strada, permessi al setaccio
Tecnici al lavoro sulla via di Colonnata: stamani il nuovo punto della situazione Da tre anni nessuno escavava più: verifiche su documenti e autorizzazioni
CARRARA. Tecnici al lavoro, al monte e al piano. E una strada, quella per Colonnata, che resta ancora completamente chiusa al transito di camion, auto e pedoni.
Questa la situazione dopo la duplice frana che nella mattinata di lunedì ha coinvolto da una parte la viabilità a monte e dall’altra una zona di Melara dove sono collassati, quasi per effetto domino, due muri.
Colonnata: verifiche sui permessi della cava in sotterranea. I tecnici di palazzo civico stanno lavorando per fare le rilevazioni, le indagini geognostiche sull’area dove si è verificata la frana, in località la Pian, lungo la strada che conduce a Colonnata. Ci vorranno ancora un paio di giorni di lavoro buoni, poi dovranno essere elaborati tutti i dati. Stamani è già previsto di fare il punto sul posto. Intanto negli uffici di palazzo civico si stanno esaminando anche le carte relative la cava sotterranea, quella in è precipitata, una montagna di terra. Proprio quella che si è staccata dalla falda del monte.
Si tratta di una cava, precisa il sindaco Francesco De pasquale, dove non si lavora più da tre anni e sulla quale comunque gli uffici «stanno facendo tutte le verifiche». E parla di acquisizione delle carte e di verifiche in corso della cava la cui ditta concessionaria è la garfagnina Ingra , anche l’assessore al marmo Alessandro Trivelli.
L’ingegner Maura Pellegri, del servizio prevenzione sui luoghi di lavoro dell’Asl, in merito alla frana sulla strada epr Colonnata che ha riversato una montagna di terra sulla cava che si trova proprio sotto l’asfalto, precisa. «È un cantiere dove non stanno lavorando da tempo - spiega - Si tratta di una falda di monte che con l’acqua è andata già creando un effetto sifonatura nella cava sottostante». Insomma nessun intervento dell’Asl perchè in quella cava di fatto non ci lavora più nessuno da anni. Anche se l’ingegner Pellegri precisa: «I cantieri di cava abbandonati possono essere i più pericolosi proprio perché nessuno fa i controlli».
Melara: dopo la frana la rabbia.La strada provinciale Carrara-Avenza è stata riaperta a senso unico alternato nel tratto da Melara a Ponte Cimato. Ricordiamo che qui un movimento franoso ha interessato una proprietà privata e si è riversato sulla strada, andando a invadere parte della carreggiata. Anche se la strada appare sgombra, i segni del disastro sono ancora ben visibili. Dalla parte opposta rispetto alla villa dov’è avvenuto il crollo si trova un’edicola-tabacchi. La titolare è Loriana Ridondelli, che racconta: «Noi apriamo molto presto, alle 6 del mattino. Lunedì è stata mia nuora ad aprire, ma in quel momento la frana si era già verificata. Mi ha detto di non aver sentito nulla. Un cliente mi ha detto di essere uscito alle 5 per accompagnare sua figlia, e a quell’ora non era ancora successo alcunché. Quand’è rientrato, alle 6, la frana era già avvenuta». Una ricostruzione avallata dal fatto che la maggior parte dei residenti in zona che abbiamo ascoltato afferma di non aver udito nulla al momento del crollo.
«Mi auguro che la strada sia riaperte al più presto – aggiunge l’edicolante – perché stiamo subendo enormi danni a livello commerciale. Il giorno della frana non abbiamo lavorato affatto, perché gli automobilisti che transitavano sulla strada erano costretti ad uscire rispettivamente a Melara o a Ponte Cimato. Anche ieri abbiamo avuto clienti per lo più della zona: col senso unico alternato le macchine non sono portate a fermarsi».
(i.r.; a.v.)
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