La manifestazione
Ottantenne colpita da meningite B
Massa: la pensionata adesso sta meglio. Il ringraziamento di un parente medico: al Noa ha funzionato tutto
MASSA. Un caso di meningite B a Massa. Ad essere colpita una pensionata di 80 anni. La donna ora sta meglio, anche se ancora ricoverata, ed è già stata effettuata la profilassi su tutte le persone con cui la pensionata si è trovata a contatto.
Un parente della signora, il medico chirurgo e oculista Leonardo Vinci Nicodemi scrive una lettera di ringraziamento al Noa in cui testimonia la professionalità riscontrata nell’ospedale delle Apuane.
«Sono un medico chirurgo massese e vorrei portare la mia testimonianza di ottima funzionalità e professionalità riscontrata all pronto soccorso del Noa ed nel reparto malattie infettive– scrive il dottor Vinci Nicodemi – Premetto che non sono dipendente Asl e che lunedì scorso una mia cara parente è stata ricoverata al Pronto soccorso in condizioni molto critiche. Appena raggiunto il reparto ho chiesto di parlare con un collega, che nel giro di poco mi ha ricevuto ed edotto della grande severità del caso, meningite. In poche ore la diagnosi è stata confermata e la paziente trasferita in degenza Malattie Infettive in prognosi riservata».
«Grazie al dottor Pucci del Pronto soccorso – continua la lettera – La mattina seguente ho contattato la responsabile del reparto malattie infettive, dottoressa Antonella Vincenti che nell’immediato ha dato grande disponibilità e conforto a tutti i famigliari, pur confermando la gravità e rarità del caso. Anche nei giorni seguenti ho costatato la grande professionalità della dottoressa Vincenti e di tutto il suo reparto».
«Scrivo questo, per testimoniare appoggio al nostro ospedale, forse troppo spesso criticato– prosegue il dottor Vinci Nicodemi – Mi permetto di riportare alcune righe di un comunicato, ricevuto di recente dal mio presidente Ordine dei Medici, dottor Carlo Manfredi sulle recenti polemiche. “La persona che ha dei sintomi di malattia, si sente insicura e spaventata. Pensa subito alle sofferenze e alla morte– scrive Manfredi – Si affida alla struttura ospedaliera con dotazioni diagnostiche e equipe professionali di buona qualità, come quelle presenti al Noa, dalle quali si aspetta una pronta diagnosi e delle terapie efficaci. Il malato, è bene precisare, è una persona sofferente bisognosa di comprensione, compassione e umanità da parte di coloro che si prendono cura di lui e in particolare da parte del medico. Anche le cure più efficaci rischiano di funzionare di meno o di fallire se il paziente non è sereno, se non ha fiducia nell’operato del medico. Se invece, medico e paziente, costruiscono una stretta alleanza riescono a moltiplicare le forze per combattere il male».
«Ma se si afferma che al Noa si può morire per cause sospette, si genera panico per il timore di non uscirne vivi. Si minano alla base i cardini della relazione di cura. Il Noa è una risorsa insostituibile per la difesa della salute della nostra comunità, gli allarmismi generano un clima che non fa bene ai malati, ai loro famigliari e al personale sanitario che si prende cura di loro. Ci sono altre vie per dirimere i dubbi sui singoli casi non certo la via intrapresa, che genera panico, insicurezza e sgomento in chi chiede solo di essere curato”. Come medico e parente– conclude la sua lunga lettera il dottor Vinci Nicodemi non posso testimoniare che solidarietà e consenso con quanto scritto dal presidente Manfredi e per la professionalità dei colleghi che stanno concludendo con successo quello che è si, nostro dovere di sanitari, ma non dimentichiamoci mai che il successo in medicina non è sempre poi così scontato».
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