Sicurezza
Marcognano, regno del marmo “nero” vicino a una svolta
Carrara, grazie all’impegno del Gruppo Archeologico Apuo Versiliese sarà inserito nella rete dei cimiteri monumentali europei
CARRARA. Monumenti funebri di straordinario valore anneriti, statue annerite e in parte rotte, scale, scalini macchiati, corridoi sporchi. Il cimitero monumentale di Marcognano è un gioiello dell’arte ma avrebbe bisogno di una bella ripulita generale. Lo testimoniano le foto, solo in parte. E c’è anche il capitolo a parte del mausoleo dedicato a Cesare Vico Lodovici, uno dei carraresi più illustri nel campo della cultura (traduttore, sceneggiatore, commediografo); è tutto instabile, mal messo.
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Certo, immaginiamo che servano risorse, ma forse ripulire il marmo e farlo tornare bianco, potrebbe essere un intervento in cui davvero mettere a sistema delle sinergie tra le nostre eccellenze, dall’Accademia alla Fondazione Marmo ai laboratori d’arte, d’intesa ovviamente con l’Amministrazione comunale.
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Anche perché, e questa notizia potrebbe rappresentare la svolta, il Cimitero di Marcognano presto sarà inserito nella rete dei cimiteri monumentali europei al pari dei ben più noti cimiteri di Genova, lo Staglieno, e Milano, il Monumentale.
Come si sottolinea in una nota, l’iter che durerà poche settimane è stato avviato dal Gruppo Archeologico ApuoVersiliese su un progetto curato da Cristiana Barandoni che spiega: «Nonostante le condizioni di abbandono, il Cimitero di Marcognano ha tutti i requisiti e le prerogative per poter essere riconosciuto come “monumentale” a livello europeo. Tante sono le peculiarità che lo rendono degno di attenzione, una su tutte la realizzazione di numerose tombe con il nostro marmo di Carrara. A questo si aggiunga la tipologia di alcune sepolture, segno di una partecipazione di Carrara alle grandi correnti artistiche di fine Ottocento ed inizi Novecento che qui presero forma grazie alle sapienti mani degli artisti locali. A questo si aggiungono altri aspetti, attualmente in corso di studio, di cui daremo notizia prossimamente. Studiare il Cimitero non è cosa semplice ma il nostro sforzo, sia mio personale che come gruppo di lavoro dentro all'Associazione, è diretto a fornire alla città uno strumento di conoscenza del proprio passato».
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E aggiunge: «L’iter con l’Associazione europea dei cimiteri monumentali è stato avviato regolarmente con la presentazione da parte della nostra Associazione della candidatura di Marcognano. La conclusione con il riconoscimento è attesa nelle prossime settimane. Questo deve essere solo un punto di partenza e non un traguardo - sottolinea ancora - il cimitero ha delle emergenze che devono essere affrontate con assoluta priorità. Sto parlando di molte opere che cadono letteralmente a pezzi e di aree del cimitero che versano in uno stato di profondo degrado e incuria. Gli studi in atto, figli di un lavoro nato diversi anni fa e proseguito nel tempo, serviranno a fare in modo che l’adesione alla rete europea diventi un momento di condivisione della conoscenza con la città, grazie ad una serie di iniziative che faremo per e nel cimitero. Ora ci attendiamo che ci sia uno sforzo anche da parte dell’Amministrazione innanzitutto per riparare a decenni di abbandono e poi per contribuire alla sua valorizzazione».
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Come accennato, l’auspicio è che se la valorizzazione del cimitero di Marcognano entrerà, come merita, tra le priorità cittadine, in un percorso d’eccellenza che vede già i traguardi di Carrara città creativa dell’Unesco e della Sala Marmi vincitrice del premio nazionale Art Bonus, allora si troverà anche modo di restituire al pieno decoro il mausoleo di Cesare Vico Lodovici nato a Carrara nel dicembre 1885 e morto a Roma nel marzo 1968; commediografo, scrittore e traduttore.
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Basti dire che fu nella rivista da lui fondata Il quindicinale che mise in luce gli Ossi di seppia di Eugenio Montale. Fu anche amico di Silvio D'Amico e Ugo Ojetti, frequentò Luigi Pirandello. Tradusse l'edizione completa di tutto il teatro di William Shakespeare edito da Einaudi e completata nel 1964. Curò l'adattamento per la televisione del dramma Don Giovanni di Molière, diretto nel 1967 da Vittorio Cottafavi, con Giorgio Albertazzi che interpretava il protagonista. Collaborò inoltre (dati ricavati da Wikipedia) alla sceneggiatura di una ventina di film del periodo tra il 1937 e il 1954; fu anche critico teatrale del quotidiano La giustizia e critico cinematografico del settimanale Film. Ebbene, il monumento che lo ricorda a Marcognano è pericolante e tutto storto... (m.b.)
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