Il Tirreno

Ex Fiat, sì alle camere chiuse ma con materiali trasparenti

Ex Fiat, sì alle camere chiuse ma con materiali trasparenti

Il parere dei tecnici del Comune sulla trasformazione della Torre Marina fa arrabbiare Verve. Per il sindaco Volpi è un passo positivo per il turismo

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Tanti no ma anche un’apertura alle richieste di trasformazione. A determinate condizioni. Arriva il parere dei tecnici del Regolamento urbanistico sull’emendamento relativo alla ex colonia Fiat. Ed è n parere che potrebbe essere definito “un colpo al cerchio e uno alla botte”. Infatti, non piace alla Verve Spa, la società che gestisce la ex colonia (ora Torre Marina), mentre viene giudicato con favore dal sindaco Alessandro Volpi.

Erano stati 14 consiglieri (di maggioranza e opposizione) a presentare un emendamento al Regolamento che accoglieva le richieste della Verve. Che punta a poter ristrutturare l’interno della Torre per realizzarvi camere e servizi igienici adeguati alle esigenze turistiche più basiche (attualmente vi sono cameroni aperti che non garantiscono privacy).

Il parere, firmato dall’architetto Venicio Ticciati, dirigente del settore Pianificazione del territorio (che si è rimesso dall’infortunio che aveva portato allo slittamento della discussione sul tema), dice che l’emendamento non può essere accolto. Almeno così come è stato presentato. “L’intervento di ristrutturazione conservativa – si legge nelle motivazioni al parere “non favorevole” – consentirebbe anche il completo svuotamento dell’edificio e la modifica dei prospetti, con totale distruzione dei valori storico architettonici”. E poco più avanti: “La norma proposta confonde operazioni edilizie diverse come il frazionamento, che attiene alla suddivisione in una o più unità immobiliari, e la riorganizzazione interna, che riguarda un’unica attività...”. E, soprattutto, “gli interventi di riorganizzazione volumetrica... contrastano con le prescrizioni del Piano strutturale che derivano da quanto imposto dalla Regione Toscana”. Le richieste dei consiglieri sono dunque “non percorribili oggettivamente”.

L’architetto Ticciati, però aggiunge dell’altro: propone di modificare la scheda relativa alla Torre Fiat. In altre parole, suggerisce che le modifiche per migliorare gli standard turistici della struttura possono essere fatte, ma in modo diverso. “...Possono essere realizzati interventi di riorganizzazione della spirale interna delle camerate mantenendo la rampa continua, la scansione ritmica del colonnato e la luminosità del pozzo centrale”. E per riuscirvi, gli interventi devono essere realizzati “in materiale tale da consentire il passaggio di luce naturale (pannelli in vetro traslucidi anche non trasparenti ma permeabili alla luce) consentendo allo stesso tempo l’adeguamento per funzioni turistico ricettive di tipo alberghiero e garantendo pienamente la privacy delle singole camere e dei servizi connessi”.

Doriano Cranco, vicepresidente di Verve Spa, è di nuovo sul piede di guerra e annuncia una nuova mobilitazione. «Qui non ci vogliono aiutare, continuano a metterci i bastoni fra le ruote. Le nostre richieste erano ben chiare. Ma noi reagiremo», dice.

Ben diversa la lettura del sindaco Alessandro Volpi: «Mi pare che il parere dei tecnici consenta la chiusura delle camere ance se, per preservarne la originalità architettonica prevede l’utilizzo di materiali trasparenti o che comunque consentano il passaggio della luce. E mi pare che il parere accolga anche la richiesta di adeguare la Torre a funzioni di tipo alberghiero come chiede Verve».

Per il primo cittadino, insomma, il parere «va incontro alle richieste della riqualificazione turistica» e, comunque, «può essere calibrato meglio in relazione alle richieste degli imprenditori».

Claudio Figaia

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa