Il Tirreno

Carrara, Parma Pesaro e Fabriano: unite dall’Unesco

di Luca Barbieri
Carrara, Parma Pesaro e Fabriano: unite dall’Unesco

Al primo incontro si è parlato di comunicazione condivisa Meno eventi ma potenziati e inseriti in un calendario unico 

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CARRARA. Meno eventi, ma potenziati e inseriti in un calendario unico attento a non sovrapporre più appuntamenti. Una «comunicazione condivisa». E ancora workshop (per la formazione) con i soggetti della rete e sinergia tra pubblico e privato come trait d’union. Sono questi alcuni spunti che sono arrivati dalle città creative Unesco presenti ieri a Palazzo Binelli per il convegno “Carrara creative city Unesco for craft – First Meeting”; un incontro con quelle città che condividono il riconoscimento Unesco con Carrara. E così alla discussione – davanti a una platea composta da quei soggetti coinvolti nei tavoli tecnici portati avanti da Palazzo civico (e quindi categorie del marmo, dell’arte e dell’artigianato) – è mancato Pesaro (città creativa Unesco per la musica); presenti invece Parma (da fine 2015 per la gastronomia) e Fabriano (dal 2013 per artigianato, arti e tradizioni popolari). A dare il benvenuto e il via ai lavori, dunque, il primo cittadino di Carrara. Poche parole (in apertura e in chiusura) per il sindaco Francesco De Pasquale, prima di passare il microfono all’assessore alla cultura Federica Forti. «È la prima volta con le altre città creative – ha detto – e sono contenta ci sia il sindaco di Fabriano perché condividiamo la visione politica e il riconoscimento, ma non solo: nel 2019 ci sarà proprio lì l’Annual Meeting dove vogliamo fare una mostra con i nostri scultori. Le città italiane vogliono fare sistema con un manifesto condiviso per rappresentare insieme l’Italia nel mondo. È un onore far parte delle città creative Unesco e il riconoscimento è importante, ma bisogna saperlo sfruttare». Poi, in chiusura d’intervento, il riepilogo dei prossimi appuntamenti a riguardo – quarto tavolo tecnico e i lavori per il logo, il sito e il video promozionale – e il ringraziamento all’ex assessore Giovanna Bernardini. Proprio quest’ultima è intervenuta per il fare il punto su come si è arrivati alla nomina (e ringraziando, tra gli altri, Giuseppe Biagini e Chiara Caleo). Dopodiché è stata la volta di Gabriele Santarelli, sindaco pentastellato dall’estate scorsa di Fabriano. «Sono stati fatti interventi per cinque anni, ma la cittadinanza non li ha percepiti; noi allora, da giugno, abbiamo iniziato a lavorare per far capire che il riconoscimento è di tutta la cittadinanza. Fabriano è una città che sta cercando di rilanciarsi dopo la crisi industriale, dove vogliamo che si torni a sentire la carta e a ricominciare con la formazione. Stiamo ricostruendo anche il rapporto con i privati», ha spiegato all’interno del suo intervento “Fabriano: cinque anni di città Creativa verso il Meeting 2019” (con 180 città coinvolte da tutto il mondo). Poi il turno di Parma con chi ha redatto il dossier per la candidatura della città al riconoscimento Unesco, ovvero Carlotta Beghi e Costanza Ferrarini con “Parma città creativa Unesco per la gastronomia: la cultura del centro” e il progetto “City branding” con linee guida tra le altre, come anticipato, la sinergia con i privati, un calendario di eventi non sovrapposti, workshop e formazione. A Parma (nel frattempo anche capitale italiana della cultura 2020) è già nata – hanno spiegato – una Fondazione per il riconoscimento Unesco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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