Sicurezza
«No a primarie devastanti» Si alzano le voci pro Volpi
Gianni Lorenzetti si schiera: insensato mettere in discussione il sindaco uscente Pressing sul Partito democratico che stamani si riunisce per trovare la “quadra”
MASSA. Nel giorno forse decisivo nel cammino verso le elezioni amministrative – stamani la direzione “allargata” del Pd massese si riunisce nella sala dei Fratelli cristiani per decidere sulle primarie – arrivano due appelli importanti a sostegno della riconferma del sindaco Alessandro Volpi. Importanti, il primo (quello di cui parliamo in questo articolo) perchè è firmato da Gianni Lorenzetti, sindaco di Montignoso (dove ha vinto con l’80% quasi dei consensi), presidente della Provincie a figura autorevole dei Dem apuani. L’altro (nell’articolo) qui a fianco perchè è firmato da oltre 300 cittadini, persone più o meno fuori dalla politica, appartenenti alla cosiddetta società civile. Si muove dunque in città, con un tempismo ben calibrato (alla vigilia della almeno altrettanto importante riunione del Pd) il “partito” del sindaco uscente. Con prese di posizione tese a incidere sull’esito della discussione nel centrosinistra e nei Dem relativa alle primarie,
Quella di Lorenzetti è un’analisi della sconfitta alle elezioni politiche e un appello “agli amici e ai compagni del Pd e del centrosinistra” per evitare un nuovo tracollo. Alle comunali di Massa.
Per quanto riguarda la lettura dei risultati del 4 marzo, niente di particolarmente clamoroso. «Il Pd – sostiene – non ha intercettato i bisogni dell’elettorato, nemmeno del proprio, arretrando su tutto il territorio nazionale comprese le aree di insediamento tradizionale sino al dato finale del 18% o poco più, record negativo. La sinistra a sinistra del Pd non ha raccolto il dissenso.Il disagio degli italiani, stremati dalla crisi hanno premiato i cosiddetti partiti populisti (cioè che si accodano utilitaristicamente al comune sentire).
Al Nord e parte del Centro, tessuto comunque produttivo, hanno prevalso il temi sicurezza-immigrazione e tassazione e la Lega, con i suoi messaggi senza sfumature ha avuto la meglio su FI e del suo leader oramai inevitabilmente al tramonto. Al Sud, area critica soprattutto per reddito e occupazione, ha vinto il tema del reddito garantito e più in generale un diffuso e assai indeterminato bisogno di cambiamento. Sta di fatto che la nuova area d’insediamento del M5S è quella che fu la roccaforte DC, il vero partito dell’assistenzialismo meridionale».
Ma è quando sposta l’attenzione sulla città capoluogo dove tra pochissimo sarà in gioco l’amministrazione che Lorenzetti dice cose abbastanza dirompenti. «Carrara – premette – l’abbiamo da poco perduta in favore dei 5S. Massa ha un sindaco, espressione di una coalizione di centrosinistra, che dopo l' elezione (ricordo che rappresentava la società civile) ha aderito al Partito Democratico assieme a tutti coloro che del civismo avevano fatto una bandiera. Pur in mezzo a difficoltà legate alla crisi economica, alle restrizioni di bilancio, ha bene amministrato, ha conquistato consenso ma adesso subisce una fronda interna alla sua stessa coalizione. E’ una conflittualità già vista mille volte, sempre con esiti negativi».
D’altro canto – analizza ancora – il PD provinciale dopo «una crisi interminabile, ha trovato un suo equilibrio e riconquistata una sua autonomia» E dunque, «ha il dovere di guidare la coalizione, ricercando coesione e offrendo alla cittadinanza una proposta credibile di stabilità e di governo. I numeri delle ultime consultazioni politiche sono impietosi: al momento, anche mettendo insieme i voti del Pd e quelli di LeU, a Massa siamo il terzo polo al 28%. Grillo è al 30%, il centrodestra, grazie all’exploit delle Lega, al 36,5%. Tradotto: siamo fuori dal ballottaggio. E tuttavia le elezioni locali hanno un logica tutta propria : articolando bene la proposta politica e ritrovando la giusta coesione si possono ribaltare le previsioni».
Ma occore fare le scelte giuste, dice Lorenzetti: «Le primarie sono elemento fondante del Pd. Ma, mi domando, ha un senso in questa fase creare una nuova occasione di divisione e di scontro? E quali sono gli elementi politici e programmatici che lo giustificherebbero? Mettere in discussione il sindaco al primo mandato se non per motivi gravi che non mi sembrano sussistere è sicuramente una scelta insensata. Le primarie in questo contesto sarebbero un nuovo errore, dettato da incompatibilità personali o da giochi di potere poco comprensibili, ispirati da formazioni politiche al di fuori dei partiti che sono state importanti in passato ma la cui realtà attuale è divenuta meno decifrabile. Le primarie avrebbero conseguenze devastanti per il partito ma soprattutto per la città e per l' intero ambito provinciale. Teniamoci ai fondamentali, difendiamo ciò che di positivo abbiamo con umiltà e lungimiranza. Facciamoci capire dai cittadini con messaggi di unità semplici e chiari e mettiamoci a disposizione con spirito di servizio. Solo così si alimenta la speranza di vincere».
Claudio Figaia
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