Il dolore
Due svastiche alla sede Anpi «Offesa alla città»
Sfregiate nottetempo le targhe su viale Potrignano Giorgio Mori: «Questo gesto ci unisce di più»
CARRARA. Uno sfregio che ha colpito un’intera città. Un atto grave che ha scandalizzato tanti carraresi. Le due svastiche apparse nottetempo sui cancelli della sede provinciale dell’Anpi, in viale Potrignano a Carrara non sono passate inosservate. Tutt’altro. Lo conferma la raffica di telefonate che sono arrivate fin dalle primissime ore del mattino ai partigiani carraresi, per manifestare solidarietà e indignazione.
Tutto è accaduto nel corso della notte tra venerdì e sabato: i vandali, o «i mascalzoni» come li chiamano all’Anpi, hanno agito “protetti” dal buio disegnando due svastiche, una sulla targa dell’associazione dei partigiani e una su quella della Filarmonica Giuseppe Verdi che con i partigiani condivide la sede. Il tutto a pochi metri da un polo scolastico frequentatissimo anche se, complice il sabato di riposo, ai piccoli alunni è stato risparmiato il triste spettacolo.
Le svastiche però sono state subito notate e segnalate dai residenti della zona e dai passanti. E così quando è arrivato in sede, Ferdinando Sanguinetti, una delle anime dell’Anpi Carrara, era già preparato e si è dato da fare immediatamente per chiamare a raccolta i suoi. Incluso il presidente onorario dell’associazione, Giorgio Mori, partigiano combattente della Brigata Garibaldi: «Al contrario di quanto pensano questi mascalzoni il loro gesto unisce, più che dividere. Quelle svastiche offendono tutti a Carrara, e dunque la comunità si stringe attorno a noi. Venendo qui mi hanno fermato e chiamato tante persone. Sono rimasto felicemente sorpreso di questa solidarietà. A Carrara non era mai successo...mai. La nostra reazione dunque deve essere ancora più forte perchè la nostra città è una bandiera dell’antifascismo annuncia Mori. Ma secondo i partigiani c’è anche una lettura “politica” dell’episodio: «La recente affermazione del centro destra alle politiche, anche nel nostro territorio, dimostra che il clima nazionale e locale è in pericolo. Noi come partigiani e antifascisti siamo i rappresentanti dell’estremo opposto perchè siamo difensori della Costituzione, antifascisti e antirazzisti. C’è un tentativo di questi analfabeti politici di rappresentare un triste passato» spiega un altro militante dell’Anpi, Giorgio Lindi.
E mentre alla sede Anpi di Carrara arriva la Polizia Scientifica per i rilievi del caso, i partigiani annunciano l’intenzione di sporgere denuncia, e lo fanno attraverso una nota firmata dal presidente provinciale Alessandro Conti: «Questo capolavoro lo regalerei a tutti quelli che dicono: “Il fascismo, ma noooo”. Voi cittadini siete con questo fatto insultati. La città tutta è offesa. Quello che vedete non ha nulla a che fare con una ragazzata. E’ un segno che il fascismo rimette fuori la testa e minaccia in quanto si sente protetto e finanziato. Purtroppo questa genìa fiorisce su un terreno avvelenato: l’impazienza giustificata per le condizioni in cui versa tanta parte della popolazione italiana. Cose che non funzionano; lavoro che non si trova e giovani senza speranza. Questo è accompagnato da un fumo acre di razzismo che spinge alla chiusura, a guardare il proprio orto - penso alla Lega di Salvini e credo di dire tutt. Quindi, minaccia l’Italia il fantasma della divisione. A noi il compito di stimolare politiche atte a soddisfare le necessità dei più deboli e sfiduciati. Un popolo sofferente rischia di trasformarsi in plebe. Quelle politiche non possiamo pretendere che facciano i miracoli subito. La gente dovrà capire, ma un segno di cambiamento e miglioramento deve essere dato subito. La gente allora tornerà a ricordarsi di cosa ha significato la parola “nazifascimo”» conclude Conti invitando la città e tutti gli antifascisti a «resistere, resistere, resistere!»
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