Proteste
Testa a testa con i tecnici È bagarre in consiglio
Regolamento urbanistico, scontro sull’osservazione di un privato cittadino Si defila dall’aula anche la maggioranza. Manca il numero legale e salta tutto
MASSA. Le osservazioni, le controdeduzioni dei tecnici a quelle osservazioni, gli interventi dei consiglieri diventano - loro malgrado (?) - puro dettaglio. E la notizia in consiglio comunale non è la discussione sui temi, ma lo scontro politico. Con lo stesso risultato: numero legale che manca e seduta che salta. Ieri mattina va in scena lo stesso film degli ultimi mesi: la votazione fila liscia fino alle 11 circa, poi arriva l’osservazione della discordia , dai banchi della minoranza e - questo il dato più rilevante - da quelli della maggioranza i consiglieri si alzano e lasciano l’aula. E tutto salta. Con qualche piccola variazione nella trama del film però. E una di queste - non poco rilevante - è la scelta dell’arancionissimo Fabrizio Brizzi. Lui, diversamente dal collega Andrea Ofretti che decide di sedersi dall’altra parte “della barricata”, dalla parte del pubblico, rimane in aula e garantisce il numero legale. Lo fa ribadendo che il suo non vuol essere un “no” aprioristico e pretestuoso al regolamento, consapevole - ammette - che qualcuno vedrà nella sua permanenza in aula la conferma di un accordo, il segnale di un inciucio. Rimane Brizzi e vota. In un clima infuocatissimo. Con tanto di botta e risposta tra consiglieri e tecnici.
Ad alzare i toni è l’osservazione con cui un privato chiede che un terreno sia inserito in un tessuto e non venga classificato, come il Ru ha fatto, in area agricola residuale. Vale a dire che si riconosca che il terreno rientra in zona ad edificazione di media e bassa intensità. Il privato giustifica l’osservazione con la presenza sul terreno di un immobile di sua proprietà. I tecnici accolgono. Diversi consiglieri sollevano perplessità: il proprietario - è la logica - potrebbe aver edificato, magari senza titolo e adesso, forte di quella edificazione, chiedere l’inserimento nel tessuto “sanando” una irregolarità. A chiedere delucidazioni sono in molti, da Matteo Paci (M5S) ad Elena Fruzzetti (Leu), da Fabrizio Brizzi ad Agostino Incoronato(Udc). I tecnici ribadiscono che il Regolamento non può e non deve sanare, sottolineano con forza di aver offerto ripetute spiegazioni. Ma il clima si scalda, i toni si alzano, il consigliere Giorgio Raffi si sente offeso dalla risposta dei tecnici, la considera supponente: «Ho ammesso - spiega all’aula - che l’argomento è complesso e che posso ignorarne alcuni aspetti, ma non mi si può parlare in questo modo. Chi è stato pagato per fare un lavoro non può avere questi toni». Se ne va. Lo segue Dina Dell’Ertole quando, ad una sua domanda, il sindaco le spiega che la risposta è stata data prima che arrivasse. La consigliera ribadisce che «lei deve lavorare» e lascia l’aula. I banchi della maggioranza sono quasi vuoti , anche la Fruzzetti se ne va. La controdeduzione viene votata, Brizzi e Incoronato garantiscono il numero legale. Ma quando lo stesso Incoronato deve allontanarsi per motivi personale, tutto salta. Un regolamento appeso ad un filo.(c.s)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
