La manifestazione
Progetto Carrara, servono altri soldi
780mila euro saranno messi a bilancio per l’anno in corso Altri 370mila euro saranno necessari invece per il tfr
CARRARA. Progetto Carrara, spuntano altri soldi da versare. La commissione bilancio ha esaminato nuovamente la bozza di delibera che prevede che l’esigibilità del debito del Comune nei confronti della società per la costruzione della strada dei marmi, pari a 2 milioni 827 mila euro, si conformi non più alla durata della convenzione (fino al 2100), ma a quella della procedura di liquidazione. 780mila euro verranno messi a bilancio per il 2018. Dopo questa prima iniezione, il Comune s’impegna a versare la cifra residua tra il 2018 e il 2020. 370mila euro saranno necessari per il tfr, secondo le stime del vicesindaco Matteo Martinelli. Questa la parte di credito relativa alla fase in cui la Progetto ha costruito la strada. In aggiunta, la società ha chiesto un’ulteriore somma dovuta alle spese per l’affidamento e la manutenzione dell’opera, che ha gestito dal 2012 ad oggi. «Sarà necessario un ulteriore confronto – ha dichiarato Martinelli – la Progetto Carrara afferma di aver fatto dei lavori in più, abbiamo nominato dei consulenti tecnici per fare le opportune verifiche». La consigliera di minoranza Giuseppina Andreazzoli ha chiesto se fosse possibile analizzare nel dettaglio la situazione della società. Il punto 6 della bozza di delibera prevede un’ulteriore accordo tra Comune e Progetto dopo l’analisi dei costi da essa sostenuti. Con la possibilità che l’assemblea societaria indirizzi l’attività del liquidatore all’interesse del socio (il Comune). Una dicitura che ha destato preoccupazione tra le fila dell’opposizione, giudicata “ambigua” da Andrea Vannucci: «Non è necessario un ulteriore accordo, sarebbe sufficiente applicare lo statuto». Martinelli ha affermato di averla rivista con gli uffici per renderla più chiara. Resta poi la questione delle vertenze, la prima relativa alle riserve dell’appaltatore della ditta che costruì la strada dei marmi, per cui c’è una causa in corso al tribunale delle imprese di Firenze. Le altre, minori, riguardano alcuni professionisti che hanno svolto attività per la Progetto e un suo dipendente. «Si tratta cdi una cifra molto lontana dalla richiesta di 60 milioni da cui è partita la società» spiega il vicesindaco.
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