Sicurezza
Primarie Pd, fumata grigia in direzione
Si decide tutto domani in assemblea. Il segretario comunale Perinelli: così prevede lo Statuto
MASSA. Hanno tentato di trovare la quadra, in direzione comunale, giovedì, fino a tarda notte. Ma nulla di nulla. Le due anime del Pd non si conciliano. Quelli che le primarie le vogliono, quelli che invece le considerano un suicidio per il partito e per l’intero centro sinistra. Quelli - perché ci sono pure i disfattisti o scoraggiati - che i sono presentati annunciando che ormai la partita è persa. Punto e basta.
Si va alla conta, si vota in assemblea domenica mattina. Al teatrino dei Fratelli Cristiani, lo stesso scelto dal professor Sergio Menchini per presentarsi alla città come candidato a Palazzo civico. Del resto il Menchini, estrazione socialista ma senza tessere in tasca, c’è eccome e ha già chiarito più volte che la sua disponibilità ad attendere “il verdetto” sulle primarie non è illimitata. Qualcuno dice che al Pd abbia dato un ultimatum: o il partito dice che fa entro il 20 marzo o io corro da solo. Lui smentisce di essersi concesso il diritto a lanciare un aut aut ai democratici, conferma però la sua intenzione ad andare avanti, anche da solo e ricorda pure che un termine per decidere c’è: «Io ho sempre detto che il Pd deve affrontare la situazione, seppur complicata. La decisione deve essere assunta in tempi rapidi e non oltre - ecco la chiara indicazione della tempistica - la fine di questa settimana. Ma questo nell’interesse di tutti, anche del sindaco uscente». Perché più tardi si comincia, meno tempo c’è per una campagna elettorale ragionata. C’è da decidere perché l’alternativa è un centrosinistra spaccato fin dall’inizio.
Domani, quindi, l’assemblea, composta dai rappresentanti di tutti gli iscritti, eletti in sede di congresso, si riunisce. All’ordine del giorno - spiega Luca Perinelli, segretario comunale del Partito democratico - ci sono le elezioni amministrative. Tradotto: primarie sì o primarie no. Certo un no farebbe pensare alla scelta di riconfermare, sotto l’egida le partito, il nome di Alessandro Volpi. In ogni caso il Pd dovrà ufficializzare il suo candidato o i suoi, nel caso si vada alle primarie. Il segretario comunale non si sbottona, non rilascia dichiarazioni. Spiega che l’assemblea «è sovrana» e chiarisce che «la scelta spetta all’assemblea degli iscritti come da Statuto».
Domani, quindi sarà la giornata della svolta quella in cui si delineeranno le prossime mosse non soltanto del partito democratico, ma dell’intero centrosinistra in vista delle elezioni amministrative. E se è vero, come il sindaco continua a ripetere, che il Regolamento comunale si arena in consiglio per motivi politici, allora l’esito dell’assemblea doverebbe avere un duplice effetto: non soltanto sulla futura amministrazione, ma anche sugli ultimi mesi di quella attuale. Con minori o maggiori possibilità di approvare il regolamento.
Chiara Sillicani
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