Attenzione
Boom dell’export dei blocchi, Imm: avanti con il marchio
Calano i lavorati, Felici: «Dobbiamo riuscire a far valere la differenza di valore del Made in Italy»
CARRARA. Il boom dell’export di blocchi grezzi, e il calo dei lavorati, di cui abbiamo parlato anche nei giorni scorsi, è analizzato in riferimento al 2017 dal Centro Studi di Imm. Spiega il Presidente Imm Fabio Felici: «Ritengo che, a fronte del dato relativo alla diminuzione dei lavorati, l’attività di Imm a favore della promozione e della conoscenza dell’utilizzo dei materiali lapidei sia molto importante per il settore. La creazione di un marchio identificativo del nostro marmo – fortemente voluto da Comune, Camera di Commercio e imprenditori - così come la formazione presso gli architetti da sempre portata avanti dalla società, sono per noi un valore aggiunto irrinunciabile, perché solo evidenziando il know-how italiano potremo far valere la differenza, anche nella lavorazione, del Made in Italy rispetto al prodotto indiano o cinese – e continua - Anche quest’anno infatti, in occasione di White Carrara Downtown e Marmotec_Hub_4.0 in programma dal 2 al 9 giugno, metteremo in campo a questo scopo numerose iniziative convegnistiche e di formazione rivolte ai numerosi delegati esteri in visita alla manifestazione, formate sia da designer che da operatori provenienti da ogni angolo del mondo, per un totale di 40 paesi». L’Italia nel 2017 ha esportato 3.878.171 tonnellate di materiali lapidei per un valore complessivo di 1.990.145.140 euro, registrando una crescita del 3,3% in quantità con dei valori sostanzialmente stazionari rispetto all’anno 2016. Questo risultato mette in luce diversi aspetti degni di nota. L’aumento della quantità esportata a fronte di un fatturato stazionario chiaramente denota una riduzione del valore medio unitario della merce esportata, che infatti passa da 530 euro per tonnellata a 513 euro per tonnellata nell’ultimo anno.
Una possibile causa che immediatamente emerge dall’analisi dei dati, è il notevole incremento dell’export di blocchi e lastre di marmo, sia in termini di quantità che di valore, a discapito del lavorato. L’Italia nel 2017 ha esportato 1,4 milioni di tonnellate di blocchi e lastre di marmo per un valore complessivo di oltre 400 milioni di euro, con una crescita in quantità del 21,3% e del 27,2% in valore.
Non solo, il 62% dei valori dell’export di marmo in blocchi e lastre è stato realizzato, peraltro, attraverso la vendita sul mercato estero di blocchi grezzi o soltanto sgrossati, la quale ha subito, soltanto nell’ultimo anno, una crescita di quasi il 49%. Tuttavia, anche l’export di lastre grezze ha subito una leggera crescita (+3%).
Il significativo incremento dell’export italiano di marmo in blocchi e lastre, nell’ultimo anno, è conseguenza di una forte crescita della domanda cinese. La Cina è, infatti, il primo mercato di sbocco per il marmo italiano in blocchi e lastre. Nel 2017, l’Italia ha esportato verso questo paese 547,6 mila tonnellate di marmo in blocchi e lastre, per un valore di quasi 183 milioni di euro, con una crescita che si attesta sul 47% in quantità e quasi il 60% in valore rispetto all’anno 2016.
Il cliente cinese, si fa notare, generalmente, nel settore lapideo, tende ad acquistare intere partite di prodotto invece del singolo blocco. In tali partite vengono acquistati anche blocchi informi e blocchi difettosi che subiscono, una volta arrivati a destinazione, un processo di trasformazione che genera prodotti spesso orientati al mercato cinese meno esigente, ma fortemente attratto dal brand “Made in Italy”.
Il distretto apuo-versiliese ha contribuito all’incremento dell’export italiano di pietra “grezza” con un valore complessivo di 250 milioni di euro in aumento del 35,6% rispetto al 2017. E’ in particolare la provincia di Massa-Carrara a realizzare il fatturato estero più alto con un export di grezzo, per l’anno 2017, del valore di 212 milioni di euro (+37%). Risultano invece in calo i lavorati sia di marmo che di granito. Nel 2017 l’Italia ha esportato 757,5 mila tonnellate di lavorati di marmo per un valore di quasi 969 milioni di euro registrando un calo del 7,4% in quantità e del 4% in valore.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google