Gioco
Tasse, niente aumenti E 20 milioni di opere
Il Comune presenta il suo bilancio di previsione. Inalterati i costi di mense e asili Piano di investimenti da libro dei sogni: dal Pisacane alla nuova scuola a Villette
MASSA. Ben oltre i conti della serva e l’equilibrio tra entrate e uscite. Il bilancio di previsione 2018 per la giunta Volpi - elezioni alle porte - è l’occasione per tirare le somme di 5 anni di politiche finanziarie: obbiettivi raggiunti, finanziamenti intercettati, opere realizzate e realizzabili, tariffe, tasse, agevolazioni. Un contenimento dei costi della politica per 2,5 milioni di euro nel quinquennio, riduzioni costi per energia e telefonia per 200.000 euro, indebitamento ridotto da 100 a 72 milioni.
Il punto di partenza del nuovo bilancio di previsione, la stelletta che Giovanni Rutili, assessore alle Finanze, appunta alla giacca è un 2018 senza aumenti. Nessun incremento per la Tari, nessuno per la Tasi o l’Imu. Non aumentano i tributi, né i servizi a domanda individuali. Per chiarire: mamme e papà non dovranno sborsare un solo centesimo in più, rispetto a quest’anno, per mense scolastiche e nidi. Per sostenere quei servizi - spiega l’assessore - il Comune continua a mettersi le mani in tasca «facendosi carico del 54% dei costi delle mense e del 73% dei costi dei nidi». Non aumentano tributi e tariffe, ma di soldi in cassa ne entrano parecchi. Tre milioni e 350.000 euro arrivano dritti dritti dal recupero evasione: anche nel 2018 l’amministrazione cerca - e conta di scovare - i furbetti e impone loro di pagare riportando risorse nel portafoglio comunale. Un milione di euro circa arriva dagli oneri di urbanizzazione, molto meno rispetto ai primi anni 2000 quando di gru se ne vedevano davvero parecchie. Adesso - complice il Regolamento urbanistico “arenato” - di risorse dai permessi a costruire ne arrivano sempre meno. Ma il grosso dei soldi, quelli davvero pesanti, arrivano dai finanziamenti. Da Roma e da Firenze. L’amministrazione - sindaco Alessandro Volpi in primis - ci tiene a sottolineare che il lavoro per intercettare finanziamenti è stato capillare così capillare - spiegano primo cittadino e assessore alle finanze - che in via Porta Fabbrica arriva circa una ventina di milioni. Soldi destinati alle opere. Fatti due conti, quello del 2018 è davvero “bilancione”: sommando spesa corrente e spesa per investimenti (20 milioni), il totale raggiunge quota 90 milioni. Se per fare servono soldi, a questo giro non ci sono alibi al non fare. Da Roma sono arrivati - a fare il punto è Uilian Berti, vicesindaco con delega ai lavori pubblici - 14,7 milioni di euro per il bando delle periferie. Risorse - per tradurre in concretezza - destinate al nuovo palazzo in via Pisacane, alla nuova scuola a villette, alle rotatorie... Finanziamento del pubblico, ma anche dei privati (per circa 5 milioni), Esselunga ed Rfi in primis, con la disponibilità a realizzare lavori alla villa della Rinchiostra e alla viabilità. Due milioni e 200.000 euro, targati Ministero e Regione, sono in bilancio per i lavori alla valle del Frigido. Pronti per essere spesi anche i 175.000 euro destinati all’ascensore all’interno del Castello. In bilancio anche 400.000 euro, tutti sborsati dal Comune, per concludere il progetto della variante Aurelia, in lizza per un finanziamento del Cipe. Soldi che ci sono, questi. Ma accanto a quelle risorse, nel bilancio - non a caso di previsione - sono affiancati euro che sul tavolo non ci sono ancora, ma che il Comune prevede arrivino. È il caso degli 850.000 euro per migliorare le prestazioni energetiche della media Bertagnini e dei 600.000 (legati ad un bando per cui il Comune si è candidato) per camposcuola e campo d’atletica. Non ci sono in bilancio, invece, i 22 milioni di euro destimati dal Ministero dell’Ambiente alle bonifiche. Quei soldi sono previsti, nero su bianco, da un decreto. Ora manca la delibera di giunta. Finiranno nel bilancio, eccome, ma in quello della nuova amministrazione.
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