Proteste
Spada, continua l’indagine
MASSA. La guardia di finanza continua a indagare su Carlo Spada, il cinquantunenne arrestato con l’accusa di aver millantato conoscenze e promesso in cambio di denaro di aggiustare le sentenze. Il...
MASSA. La guardia di finanza continua a indagare su Carlo Spada, il cinquantunenne arrestato con l’accusa di aver millantato conoscenze e promesso in cambio di denaro di aggiustare le sentenze. Il giudice Alessandro Trinci ha confermato la misura cautelare dei domiciliari con il divieto di comunicare con l’esterno. Spada si è dichiarato innocente e estraneo ai fatti. Le fiamme gialle stanno cercando di capire se oltre alla famiglia che gli aveva dato dei soldi per rallentare uno sfratto altri avevano chiesto i suoi servigi. Non sarà semplice trovare altri testimoni, però. Anche perché chi ha tentato di addomesticare sentenze e provvedimenti se ne guarda bene dal dirlo agli inquirenti. Quindi i finanzieri stanno cercando i riscontri. La sensazione però è che altre persone gli abbiano chiesto una mano.
Durante il periodo di detenzione, Spada era stato assegnato ai lavori socialmente utili per recuperarlo. E gli avevano chiesto di occuparsi del riordino di un archivio del tribunale di Massa. L’incarico era terminato tre anni fa ma lui aveva continuato a frequentare il tribunale con grande assiduità, tale da destare sospetti. Le fiamme gialle hanno scoperto che Spada, millantando conoscenze che non aveva, prometteva di aggiustare pratiche giudiziarie avverse in cambio di denaro. E i militari hanno scoperto nel corso delle indagini una transazione economica di 4.800 euro, corrisposta a Spada tramite assegni bancari da una famiglia aullese, la cui abitazione era oggetto di una procedura di esecuzione forzata. A suo carico per questo motivo è stato ipotizzato il reato di millantato credito e sono stati confermati i domiciliari.
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