Sicurezza
Infiltrazioni, calcinacci a San Sebastiano
Massa, transennata un’area della chiesa. Don Daniele: già incaricata la ditta. Ma per i fedeli lo spazio c’è
MASSA. L’unico rammarico di Don Daniele Ferrari, parroco di San Sebastiano di Massa, è che in occasione della messa domenicale i fedeli dovranno fare i conti con le transenne poste proprio al centro della chiesa.
Le infiltrazioni d’acqua causate dalle forti piogge dell’ultimo periodo hanno infatti provocato, all’alba di ieri, la caduta di diversi calcinacci dal tamburo (leggi: soffitto in adiacenza alla cupola) della chiesa. Così le panche utilizzate dai fedeli per la messa hanno dovuto cedere un po’ di spazio a transenne e nastro segnaletico rosso e bianco. Che con gli affreschi di fine anni ’70 del pittore Dino Cellini, stonano un po’.
«Mi spiace perché domenica le persone ci faranno caso, ma è per la loro sicurezza. E la loro sicurezza è importante» - spiega Don Daniele Ferrari.
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Sono quasi 27 i metri di distanza dal tamburo della chiesa al pavimento, metri sufficienti affinché «anche una piccola pietra da quella distanza provochi del mare serio». A far entrare la luce nell’edificio, all’apice del soffitto, ci sono una serie di finestrine unite da una croce; le finestrine dalle quali sono entrati acqua e vento, provocando i danni che hanno portato il parroco a chiedere l’intervento dei tecnici. Una ditta è già incaricata di sistemare al più presto le impalcature che serviranno a dare inizio ai lavori di ristrutturazione, anche se quella delle infiltrazioni d’acqua, alla chiesa di San Sebastiano, non è una cosa nuova.
Un anno fa, parti dell’intonaco, per lo stesso motivo, si sono sbriciolate, obbligando la parrocchia a fare nuovi interventi di manutenzione. Stando alla testimonianza di Don Ferrari succede perché un vero e proprio tetto sopra la struttura dell’intero edificio, non c’è. «Manca una cupola» commenta Don Ferrari. Inaugurata nel 1969, una gemella della Chiesa di San Sebastiano, opera dell’architetto Gaetano Rapisardi, si trova a Roma. Alla domanda sulla competenza dei lavori da realizzare e quindi sulla proprietà dell’edificio, il parroco risponde: «La chiesa è della comunità, fa parte della parrocchia. San Sebastiano è un bene comune». Alla comunità si rivolge per chiedere che si stringa attorno alla parrocchia, in occasione dell’inizio della settimana santa. La chiesa di San Sebastiano, comunque, con i suoi 820 metri quadrati di superficie, nonostante le restrizioni, «di spazio per chi vuole entrare – assicura Don Daniele – ne ha ancora».
Camilla Palagi
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
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