Trasporti
Bruciò le auto delle zie: a processo
Il giovane aveva dei dissidi con le donne. Individuato mentre acquistava la benzina
MASSA CARRARA. È stato il luogotenente Walter Calandri, comandante del radiomobile dei carabinieri, a raccontare al giudice Alice Serra come gli inquirenti sono arrivati a identificare e arrestare l’autore dell’incendio che aveva distrutto due auto e un ciclomotore. È iniziato il processo che vede alla sbarra a Marco Ragaglini,accusato di aver perseguitato - fino al rogo doloso - due zie con cui aveva avuto dei dissidi. Calandri - incalzato dalle domande del pm Roberta Moramarco - ha raccontato come si è arrivati al riconoscimento del responsabile: «Aveva acquistato una tanica di benzina e un barattolo di olio per motore in un distributore all’altezza di Sarzana, grazie alle telecamere siamo risaliti all’auto, una Renault Megane cabrio. Una vettura particolare che non poteva lasciarci indifferenti. Abbiamo fatto accertamenti e abbiamo scoperto che l’aveva noleggiata Ragaglini. Aveva dato un numero di telefono di un cellulare intestato a lui ma che utilizzava una sua amica».
Il luogotenente ha ripercorso quelle settimane da incubo per le due donne: «Una di loro mi contattava perché era particolarmente spaventata. E soprattutto dopo che aveva inseguito a tutta velocità la sorella in auto abbiamo capito che dovevamo intervenire. Quando è stata emessa la custodia cautelare però Ragaglini era sparito e abbiamo impiegato una settimana prima di trovarlo. Proprio perché avevamo il timore che potesse commettere altri reati nei confronti delle zie. E che potesse succedere l’irreparabile».
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