Il dolore
Centrodestra, l’accordo non c’è ancora
Mastrini (Fi): «Superiamo gli steccati fra partiti, presentiamoci come forza unica. E vinceremo»
MASSA. “Unità, unità”: il mantra del centrodestra massese è questo. Il risultato delle elezioni del 4 marzo, con il 36, 5 raggiunto dalla coalizione, con la straordinaria performance della Lega, balzata dallo 0, 8 al 20, 1%, sta alzando di molto le speranze di riuscire finalmente a fare breccia nel fortino finora inespugnato del centrosinistra alle elezioni amministrative.
Ma questa unità è per adesso ancora solo invocata, non realizzata. Non c’è per esempio, un candidato unico su cui le forze del centrodestra. Anzi, i candidati in pista sono già tre: Stefano Benedetti per Forza Italia, Marco Guidi per Fratelli d’Italia, Francesco Persiani per la Lega. Tutti che si dichiarano disposti a correre, ma anche disposti a un passo indietro in caso di scelte diverse della coalizione. Ma nessuno con l’imprimatur di “candidato di tutto il centrodestra”. Domani Fi, Lega e Fdi si troveranno in incontro a livello regionale proprio per affrontare questo tema.
Intanto, Matteo Mastrini, coordinatore provinciale di Forza Italia (e sindaco di Tresana), indica la strada. Tenere un profilo basso e avere l’unità come bussola, dice, sono le premesse. «Ma – aggiunge – bisogna provare ad andare oltre alla questione nomi. Stefano Benedetti può senz’altro aspirare a fare il candidato della coalizione. Ha esperienza, lavora tanto e la sua figura deve essere tenuta in debita considerazione. Anche quelle di Persiani e Guidi sono candidature rispettabilissime... Però io credo che si debba lavorare a superare gli steccati di partito, oltre alle sigle, e a proporci come una forza di governo locale unica. Cioè: noi a Massa vinciamo non perché abbiamo superato il 36, 5% alle Politiche, ma perché Massa è una città amministrata male e noi veniamo individuati come la coalizione che sa come fare cambiare le cose».
Occorre dunque, è ancora l’analisi di Mastrini, mettere in campo una squadra affiatata su un programma condiviso. Poi, solo poi, scegliere la figura che meglio può realizzare questo progetto. Ma perché, allora, il centrodestra non sceglie anch’esso la strada delle Primarie come ha fatto il centrosinistra più volte? «Non credo che le primarie siano un buon metodo – risponde il coordinatore di Fi – anche se non ho pregiudiziali. Ad ogni modo, le primarie dovrebbero essere precedute dalla definizione di regole certe sul tesseramento, su chi può partecipare al voto. Cose che richiedono tempo» Invece il tempo sta scadendo, anche per il centrodestra.
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