La protesta
Turri: regolamento usato per fini politici
Il presidente della commissione urbanistica chiede responsabilità: «Non paralizziamo la città»
MASSA. Lettera aperta del consigliere comunale del Pd e presidente della commissione urbanistica Luigi Turri al “Tirreno” in merito al regolamento urbanistico. Il consigliere democratico non ci sta a vedere addossare tutte le colpe della mancata approvazione del regolamento al sindaco Alessandro Volpi e alla sua squadra e spiega in una nota la sua verità: «Il regolamento non viene votato perché ci sono degli interessi dietro. Lo dico forte e chiaro - precisa in una nota scritta Turri - ormai è diventato uno strumento utilizzato per pura azione politica e non certo per gli interessi della gente. Il gruppo dei consiglieri arancioni e alcuni eletti del Pd fanno di proposito ostruzionismo. Questa è la vera colpa del regolamento urbanistico - continua Turri - e questo non giova assolutamente alla città. Dobbiamo mettere in secondo piano l’interesse dei singoli cittadini e guardare al bene della collettività. Il regolamento, che è stato portato in consiglio comunale alcuni mesi fa, deve essere votato per dare alla cittadinanza la possibilità di ampliare le proprie case, di fare delle divisioni per permettere alle famiglie di costruire abitazioni ai loro figli. Ammetto che ci sono stati dei ritardi burocratici legati anche ad altri enti nel portare in discussione il regolamento, ma - conclude Turri - non possiamo permetterci di perdere anche questa occasione, sarebbe la paralisi per altri 6-7 anni, per tutto il mondo dell’edilizia. A luglio scadano i termini imposti dalla legge, se il consiglio comunale non confermerà questo importante strumento, sarà la morte dell’edilizia locale e non si potrà dare ai cittadini alcuna risposta per le loro esigenze. Si dovrà ripartire poi da zero e rifare tutto da capo, anche il piano strutturale. La non approvazione del regolamento urbanistico non deve diventare uno strumento contro l’amministrazione Volpi, non dobbiamo far sì che questo documento fondamentale per far ripartire la città venga usato per screditare il lavoro del sindaco e invocare in questo modo anche le primarie; azione necessaria ed ultima per screditare l’operato dell’amministrazione avendo già subito a dicembre la non votazione del bilancio consolidato nei tempi stabiliti. Mi dispiacerebbe anche che venisse vanificato il lavoro svolto dalla commissione urbanistica che si è impegnata a lungo e ha elaborato proposte, molte delle quali, sono state accolte nella stesura definitiva del documento».
Sara Lavorini
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