Sicurezza
Una black list per scovare chi prova a fare il “rigatino”
MARINA DI MASSA. C’è una black list dei clienti pericolosi, quelli che consumano e non pagano. L’hanno fatta i titolari degli stabilimenti balneari per non cadere in raggiri come quello in cui è...
MARINA DI MASSA. C’è una black list dei clienti pericolosi, quelli che consumano e non pagano. L’hanno fatta i titolari degli stabilimenti balneari per non cadere in raggiri come quello in cui è finito il titolare del bagno Malù. Sono decine i nominativi dei furbetti, ma la lista viene aggiornata ogni stagione. E si ingrossa. Anche perché i truffatori sono scaltri e quando cambiano struttura dicono che nelle altre non si sono trovati bene. Un trucchetto che poteva funzionare qualche tempo fa, non adesso.
L’associazione dei balneari di Riviera Apuana ha affidato il documento all’avvocato Riccardo Balatri ed è lui ad aggiungere i nomi quando si trova a denunciare qualcuno. Il legale non rivela chi c’è in quella lista. Ma è facile intuire che non ci siano semplici turisti, ma persone che a prima vista sembrano benestanti ma che poi all’atto del pagamento vengono smascherate. Un po’ come l’ultimo imprenditore finito nei guai. Quindi professionisti, personaggi noti che ottengono tutto ciò che vogliono perché si pensa abbiano liquidità infinita. Invece poi o non hanno un becco di un quattrino oppure non vogliono spenderlo per andare al mare.
Ma non sono soltanto i titolari dei bagni a essere a rischio truffa, anche negli alberghi capita il furbetto che dopo la vacanza invece di pagare alla reception fa il rigatino lasciando proprietari e gestori con un palmo di naso. Il caso più clamoroso qualche anno fa con un conto di svariate migliaia di euro. Il cliente era stato denunciato ma la cifra che doveva pagare non è mai stata recuperata.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google