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il caso

Truffa al bagno dei vip: mangia, nuota e non paga

Truffa al bagno dei vip: mangia, nuota e non paga

L’imprenditore è stato denunciato dal titolare dello stabilimento Malù. Sono tre gli assegni risultati scoperti consegnati alla guardia di finanza 

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MASSA. Ombrellone in seconda fila, cabina con doccia rigorosamente calda, diversi pranzi e spuntini al ristorante e merende e gelati per i bambini al bar. Il conto per la stagione era di qualche migliaio di euro, che il cliente aveva detto che avrebbe saldato rapidamente. Consegnando un assegno come caparra. E il titolare dello stabilimento balnerare Malù, a Poveromo, si è fidato di lui, anche perché la richiesta gliela aveva fatta una persona conosciuta. Uno che in città viene ritenuto essere un benestante con una attività piuttosto avviata. Invece quando ha provato a incassare l’acconto la brutta sorpresa: dopo qualche giorno l’istituto bancario ha scoperto che era privo di provvista e lo ha restituito al balneare. Impagato.

Il titolare del Malù ha chiesto spiegazioni, anche perché ormai la famiglia del cliente stava frequentando assiduamente lo stabilimento. E lui si è scusato, spiegando che il disguido era dovuto all’ex coniuge che per pendenze legate al divorzio ostacolava la disponibilità dei suoi conti corrente. Alla fine i due si accordano e la caparra viene versata in contanti, ma molti giorni dopo. Con una promessa: anche il saldo sarebbe dovuto avvenire in contanti. Invece, passato Ferragosto, l’imprenditore non si è più fatto vivo con i proprietari della struttura di Poveromo. A settembre il titolare del Malù ha contattato telefonicamente il cliente per avere il resto dei soldi, e questi molto affabile ha promesso che la settimana successiva sarebbe andato a regolare ogni cosa. Ma non si è fatto vedere. Così come non ha più risposto alle chiamate del padrone dello stabilimento. E come non rispondeva lui, non rispondeva neppure la sua compagna. Fino a che, con numero sconosciuto, è riuscito a rintracciarli. Ennesimo impegno preso ed ennesimo impegno disatteso.

Oltre a non pagare, il cliente doveva ancora liberare la cabina. Dal Malù è arrivato un sollecito. Ma nessuno si è fatto vivo, né con i soldi né con un mezzo per lo sgombero. Fino a che il balneare non è andato a trovare il debitore nella sede della sua attività, una società sulla Aurelia. Lì è riuscito a farsi dare due assegni che come il primo sono però rimasti impagati. Anzi uno di questi si è scoperto che non poteva utilizzarlo. Così il proprietario del bagno di Poveromo ha chiesto aiuto al legale dell’associazione di categoria, l’avvocato Riccardo Balatri, e ieri mattina è stata presentata denuncia per truffa e insolvenza fraudolenta. A quanto pare uno dei tanti casi che succedono, almeno quando si prendono sdraio, ombrelloni e cabine senza l’intenzione di pagare il conto.
 

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