Il Tirreno

«Aggiusto io la sentenza»: arrestato

«Aggiusto io la sentenza»: arrestato

L’ex detenuto Carlo Spada millantava conoscenze in tribunale perché aveva fatto il lavoratore socialmente utile a palazzo

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MASSA . Durante il periodo di detenzione, lo avevano assegnato ai lavori socialmente utili per recuperarlo. E gli avevano chiesto di occuparsi del riordino di un archivio del tribunale di Massa. Mansione che aveva ricoperto per qualche mese, fino all’ottobre del 2015. Ma Carlo Spada, 51 anni, il palazzo di giustizia aveva continuato a frequentarlo anche dopo perché si era fatto un po’ di amici e gli piaceva tornare a salutarli. O almeno così sembrava fino all’altro giorno, quando la finanza ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip Ermanno De Mattia nei suoi confronti. Le fiamme gialle del comandante Giovanni Fiumara hanno scoperto che Spada, millantando conoscenze che non aveva, prometteva di aggiustare pratiche giudiziarie avverse in cambio di denaro.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Alessia Iacopini, sono iniziate qualche mese fa: Spada, a distanza di più di un anno, continuava, inspiegabilmente, a frequentare assiduamente gli uffici giudiziari massesi dove spesso si intratteneva per quasi tutta la giornata. Sulla base dei primi accertamenti emergevano elementi tali da far ritenere agli inquirenti che il cinquantenne pregiudicato, millantando contiguità con l’ambiente giudiziario apuano, potesse trarre vantaggi economici da accordi apparentemente finalizzati ad “aggiustare” pratiche giudiziarie. Così sono state avviate operazioni tecniche e indagini sulle disponibilità economiche del soggetto. E i militari scovavano una transazione economica pari a 4.800 euro, corrisposta a Spada tramite assegni bancari da una famiglia aullese, la cui abitazione era oggetto di una procedura di esecuzione forzata. Con la promessa - da parte del millantatore - di corrompere il professionista delegato alla vendita all’asta del loro appartamento, in modo che il predetto scoraggiasse eventuali interessati all’acquisto o comunque rallentasse l’iter di vendita della casa. Consentendo alla famiglia lunigianese di restare più a lungo possibile sotto quel tetto. Le indagini svolte hanno consentito di acclarare che Spada millantava possibilità di “gestire”, tramite sue numerose conoscenze all’interno del tribunale, diverse pratiche. A suo carico è stato ipotizzato il reato di millantato credito. Anche perché nel corso dell’attività investigativa è emerso che il cinquantenne era solito presentarsi, falsamente, come persona alle dirette dipendenze del tribunale di Massa. Da qui la fiducia.



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