Il Tirreno

Donne, pane e informatica

di Luca Barbieri
Donne, pane e informatica

Le storie delle imprenditrici che hanno scelto di investire nel territorio

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CARRARA. C'è la storia di chi ha scelto di rimanere a lavorare qui, nel territorio; c'è chi ha portato avanti, con idee nuove, l'azienda di famiglia e c'è chi, ancora, ha deciso di lasciare il precedente lavoro per investire su un'attività propria. Si raccontano alcune imprenditrici apuane nell'incontro – organizzato dalla Camera di Commercio in collaborazione con Isr – “Donne imprenditrici. Verso l'8 marzo. Storie d'imprenditorialità”.

Sei storie per altrettante attività, altrettante donne che dalla sala rossa della sede dell'ente camerale hanno raccontato come si fa impresa, ragionando sulle difficoltà, ma anche rilanciando con consigli e spunti per migliorare certi aspetti.

Tra queste nella giornata di ieri ecco Serena Arrighi, amministratrice unica di Bnova srl, azienda – che si occupa tra le altre attività di informatica e di consulenza su Business Intelligence e di Big Data Analytics – con sede a Massa, ma con filiali anche a Roma e Milano. 40 i dipendenti – ha spiegato – della Bnova e tra i clienti Mondadori e Fendi. «Sono diventata imprenditrice a 34 anni e sono molto felice, è faticoso questo lavoro, ma rispecchia me stessa. Ho scelto di rimanere qui nel nostro territorio», ha detto quindi l'amministratrice unica prima di ragionare su quello che ancora manca; ma non solo. «Manca per esempio una cultura d'impresa, in generale; sulla cultura di genere i problemi sono rappresentati dalla tendenza alla rinuncia, ma anche dai tempi e dalle strutture. Su queste proviamo a immaginare insieme qualcosa che possa aiutare le persone. Un altro punto è quello di avvicinare le donne alla scienza». Flessibilità d'orario e logistica, assunzione, possibilità di carriera e una «maternità tranquilla», sono invece i punti di Bnova che rispondono alla domanda “Cosa facciamo noi per le donne”. Poi i progetti futuri: «Abbiamo fatto un laboratorio di coding per bambini, adesso, sempre con la Coworkeria di Massa vorremmo fare una Accademia della robotica». Informatica, ma non solo. Tra le imprenditrici c'è chi (Cristina Rossi) da un anno ha aperto a Massa “Pane dolce pane”, dopo aver lasciato il precedente impiego. Ci sono inoltre Marina Fruzzetti e Veronica Bondielli, rispettivamente dell'azienda agricola Magnani Gigliola di Massa e dell'azienda floricola Bondielli.

«Non è semplice – il punto di Veronica Bondielli – nella nostra zona; ma andiamo avanti sperando che diano una mano a quei giovani che hanno voluto continuare nel lavoro dell'azienda di famiglia». Dall'informatica all'azienda agricola passando per “Pane dolce pane”, ma anche Marisa Baldi di Motoracing Calamari che ha raccontato la crescita, la storia, della sua impresa fondata dal marito Sergio Calamari e che oggi conta una decina di dipendenti. «Le donne, ricordatevi, sono sempre in gamba», ha concluso. Infine la storia di Elisa Sebastiani. Nel 2005 l'azienda dove lavora chiude; così Elisa decide di andare a lavorare assieme al padre (Paolo, Carpenteria Sebastiani). Dopo pochi anni fonda la Se.Bi, un'azienda di consulenza sulla sicurezza nel mondo del lavoro. «Da qualche hanno – ha spiegato - ho ripreso in mano anche l'azienda di mio padre: la crisi si è fatta sentire. Ci sono molte difficoltà nel mondo dell'artigianato nel nostro territorio; ma voglio riniziare a crescere e a incrementare, stiamo lavorando per uno showroom. Questa zona ha delle possibilità». A chiosa dell'incontro, poi, è intervenuta anche il presidente del Comitato dell’imprenditoria femminile, Alessandra Andrei: «Le vostre testimonianze ci hanno davvero colpito; è stata una mattinata molto interessante».

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