Il Tirreno

Direzione Pd, Bugliani chiede le primarie

di Mario Neri
Direzione Pd, Bugliani chiede le primarie

Stasera i renziani consegneranno al segretario cittadino la richiesta ufficiale L’allarme delle colombe dem: «Così consegniamo il Comune ai 5 Stelle» 

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MASSA. In teoria il piano è quello giusto: «l’unità del centrosinistra». Nella pratica «rischia di replicare il modello Carrara, quello con cui ci siamo fatti asfaltare dal ruspismo Cinquestelle». Per di più, confessa una delle colombe renziane del partito regionale, «dopo lo tsunami delle politiche rischiamo di dividere l’atomo. Lo dicono i numeri. Al momento, anche mettendo insieme i voti del Pd e quelli di LeU, a Massa siamo il terzo polo al 28%. Grillo è al 30, il centrodestra, grazie all’exploit delle Lega, al 36,5. Tradotto: siamo fuori dal ballottaggio».

Eppure, niente. Giacomo Bugliani e l’ala ultras del renzismo massese non hanno intenzione di ascoltare i richiami che arrivano dai “dialoganti” dei vertici dem toscani. «L’unica strada per rimettere insieme il centrosinistra e una coalizione più vasta possibile, che tenga dentro tutti, anche pezzi di civismo come gli Arancioni e i moderati - dice il consigliere regionale&comunale plenipotenziario nel partito massese – è quella delle primarie nel centrosinistra. E non credo che quello schieramento adesso si possa rinsaldare facendo perno sul sindaco in carica. Il tempo è poco, in una settimana dobbiamo stabilire il percorso per scegliere la candidatura del sindaco.

Per questo già domani (oggi, ndr) porremo la questione nella direzione comunale». Insomma, fra i dem massesi si consumerà la prima resa dei conti. Nelle mani del segretario cittadino Luca Perinelli, la maggioranza renziana consegnerà una richiesta di consultazione del popolo dei gazebo. Insomma, niente caminetti: per selezionare il candidato per le amministrative di fine primavera serve la voce della base. Di fatto, il primo vero atto di sfiducia nei confronti del primo cittadino Alessandro Volpi dopo mesi di dichiarazioni, prese di distanza e distinguo. Una sconfessione del sindaco “eretico” che da due giorni invece parla di primarie come di una liturgia stantia, «un rito in politichese» utile solo a spaccare un fronte già frantumato da un voto nazionale che sembra aver dissolto una storia politica. In pratica, die , «un suicidio».

Ma Giacomo segue Matteo. Bugliani prova a rilanciare il Pd e gli alleati replicando l’intransigenza mostrata da Renzi lunedì nel discorso delle non-dimissioni. No ai caminetti, no ad inciuci, no alle decisione prese nelle segrete stanze, il diktat di Renzi. E soprattutto, primarie per riconquistare la leadership. Lo schema che sembra seguire anche Bugliani, e non a caso lo stesso orizzonte di Sergio Menchini, l’ordinario di diritto all’università di Pisa, avvocato e uomo forte degli Arancioni, l’eredità civica dell’ex sindaco Roberto Pucci. «Congressi, direzioni, segreterie, gli elettori non ne possono più». Insomma, i renziani sembrano quantomeno aver scelto gli alleati. «Una scelta di campo - è convinta la colomba del partito regionale - che potrebbe innescare la fuga di LeU e convincere Volpi a creare una lista civica così come successo a Pistoia. E indovinate un po’ come è andata a finire?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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