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«Così fui violentato» Racconto choc dal Gup

«Così fui violentato» Racconto choc dal Gup

La testimonianza di una delle vittime dei presunti soprusi dei militari di Aulla Anche la avvocata che aveva subito pressioni ripete le sue accuse in aula

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MASSA CARRARA. L’extracomunitario che accusa il brigadiere Alessandro Fiorentino di avergli usato violenza durante una perquisizione corporale, seguita a un fermo, ha confermato tutto davanti al giudice dell’udienza preliminare Fabrizio Garofalo. E lo stesso ha fatto l’avvocatessa che aveva ricevuto pressioni dallo stesso brigadiere affinché convincesse il suo assistito, che lo aveva denunciato, a ritirare le accuse. Due episodi chiave di una vicenda che mette i brividi se troverà conferme giudiziarie.

Una seduta difficile quella di ieri, con due incidenti probatori che sono andati avanti per tutta la giornata. Con accusa -il procuratore capo Aldo Giubilaro e il sostituto Alessia Iacopini - e difesa - Fiorentino si è affidato al legale Gianpaolo Carabelli - che hanno tenuto a lungo le persone che hanno permesso all’inchiesta sui pestaggi nelle caserme dell’Arma della Lunigiana di decollare. Soprattutto lo straniero, che non si è mai contraddetto, spiegando al gup quello che era capitato quando si era trovato di fronte Fiorentino. Una perquisizione che - ha detto l’uomo - era andata oltre, sfociando in una violenza sessuale vera e propria. E i particolari raccapriccianti sono stati raccontati per la prima volta. In modo da cristallizzare l’accaduto. Anche se Carabelli comunque qualche dubbio è riuscito a insinuarlo, la descrizione di quei momenti ha sconvolto chi era all’interno dell’aula (in cui non era permesso entrare perché in camera di consiglio).

Anche il legale che ha subito le pressioni del brigadiere ha ripercorso quanto aveva detto agli inquirenti, nella sua denuncia che di fatto aveva dato il là all’inchiesta. Sia il procuratore capo Giubilaro sia il sostituto Iacopini non hanno voluto commentare, ma anche se considerati gli episodi raccontati non si può parlare di soddisfazione, la loro espressione era quella di chi ha visto confermare il lavoro fatto finora.

Ma comunque questo è soltanto il primo passo dei dieci che devono essere fatti prima di arrivare alla decisione del giudice dell’udienza preliminare. Tanti. Così si torna in aula tra due settimane, con in calendario altri tre incidenti probatori: extracomunitari che saranno chiamati a confermare, come ha fatto il marocchino ieri, di essere stati picchiati dai carabinieri che li avevano fermati per un controllo o per un fermo. Nessuno di loro ha subito violenza, ma comunque sarà un’altra mattinata complicata. In attesa che i periti del tribunale finiscano il loro lavoro sulle intercettazioni. (d.d.)

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