Il Tirreno

«Conclusione di un grande lavoro svolto»

«Conclusione di un grande lavoro svolto»

Soddisfazione del sindaco e del vice: un’importante risposta anche per l’economia del territorio

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MASSA. Gongolano il sindaco Alessandro Volpi e il vice Uilian Berti, con delega all’ambiente. Gongolano perché 21 milioni di euro per le bonifiche sono tanti e si aggiungono - ci tengono a sottolinearlo - ai 14 milioni già stanziati per le periferie. Soldi veri - ribadiscono - soldi che ci sono e sono pronti per essere spesi. «Diciamolo ai 5 Stelle - ripete Volpi, ormai in piena campagna elettorale - diciamolo a loro che più volte hanno sottolineato la necessità di stanziamenti sul fronte delle bonifiche. Ora ci sono 21 milioni». A cui se ne aggiunge 1,5 targato regione toscana.

Il finanziamento è per Uilian Berti il punto di arrivo di un percorso che si è sostanziato, nel 2013, nel passaggio delle aree da bonificare da sito di interesse nazionale, il Sin, a sito di interesse regionale, Sir. Questione non solo terminologica, ma sostanziale: la palla passa alla Regione e Firenze diventa il primo referente. «Abbiamo fatto la spola al Ministero e in Regione - ribadiscono Volpi e Berti - gli uffici hanno lavorato con impegno e costanza e i soldi sono stati stanziati e destinati a noi».

Nel 2016 - per ripercorrere le tappe della vicenda - arriva un accordo di programma che mette sul tavolo 3,5 milioni. Quei soldi servono per i campionamenti di fronte alla colonia Torino e ai Tinelli (dove in ballo c’è la contaminazione da mercurio) e per i progetti di bonifica in area industriale. I progetti ci sono e convincono il Ministero tanto da sfilarsi dal portafoglio ben 21 milioni. Il Comune cerca (e trova) soldi perché le bonifiche costano, ma parallelamente prosegue il percorso con Arpat ed Asl per deperimetrare 800 ettari che sono sì all’interno del Sin o del Sir, ma sono aree residenziali. Deperimetrarle significa certificare che i rischi inquinamento non ci sono più. Restituirle, come si dice tecnicamente, agli usi legittimi. Consentire, in parole semplici, di fare uno scavo, se necessario, adeguare uno stabile, frazionare. Le certificazione dell’agenzia per l’ambiente e dell’azienda sanitaria “liberano” 600 ettari di territorio comunale tra cui l’area in cui ora sono in corso i lavori per il palazzetto, una parte di Romagnano, la Marina. Si sbloccano - per tradurla in concretezza - centinaia di pratiche edilizie. «In ballo - spiega il sindaco - c’era la salute dei cittadini e quella dell’economia». Perché - per esemplificare - un terreno in area Sin valeva molto meno di quanto potrà valere a bonifica avvenuta.

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