La manifestazione
Arrestato un truffatore seriale di anziani
MASSA. Il sospetto è che il truffatore di origine sinti arrestato dalla squadra mobile di Genova abbia colpito anche nella nostra provincia. È accusato di decine di colpi nel nord e nel centro Italia...
MASSA. Il sospetto è che il truffatore di origine sinti arrestato dalla squadra mobile di Genova abbia colpito anche nella nostra provincia. È accusato di decine di colpi nel nord e nel centro Italia e gli inquirenti apuani stanno cercando di capire se qualcuno lo ha messo a segno qui. In manette è finito Renato Olivieri, 54 anni, nomade che vive nell’astigiano. Secondo quanto accertato finora , l’uomo avrebbe truffato anziani a Genova, Parma, Piacenza, Lodi, Cuneo e Verona. Sono sedici gli episodi che la procura di Genova e il gip gli contestano. Olivieri è stato rintracciato a La Spezia, dove aveva appena perpetrato l’ennesima truffa. Ma come detto l’indagine potrebbe allargarsxi.
Per incastrare il sinti sono state determinanti alcune immagini riprese da telecamere installate nelle zone delle truffe. Olivieri, già noto alla polizia, sapeva camuffarsi perfettamente: per entrare nelle case degli anziani si spacciava per finanziere, artigiano o dipendente del Comune che faceva credere alle vittime di poter far loro ottenere un rimborso o somme di denaro arretrate. In questo modo si faceva consegnare i documenti e bancomat con relativo codice. La scia di truffe si è conclusa alla Spezia dove l’altra è stato eseguito il provvedimento cautelare richiesto dal magistrato Francesco Cardona Albini ed emesso dal gip del tribunale di Genova. Le immagini acquisite a Genova saranno visionate anche dalla squadra mobile massese e mostrate alle vittime di alcuni colpi messi a segno negli ultimi mesi rimasti ancora senza un colpevole. Proprio il particolare del finto finanziere ha fatto drizzare le antenne alle forze dell’ordine, dato che soprattutto la scorsa estate un falso militare aveva messo nel sacco almeno tre vecchiette. La speranza è che si tratti proprio del cinquantaquattrenne finito in manette all’ombra della Lanterna. Ma per poterlo collegare a questi episodi occorre pazienza e soprattutto servono le prove che sia stato nella nostra provincia quando sono successi i fatti.
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