Italia
Il neo senatore Mallegni: «Cave, niente aste per le concessioni»
Carrara, il nuovo eletto si schiera apertamente contro la Bolkestein: "La legge 35 così com’è ora è anacronistica "
MASSA CARRARA. «Niente aste per le cave». Si presenta così, al mondo del marmo, il senatore Massimo Mallegni. Con un tema forte e schierandosi dalla parte di tutti quegli addetti ai lavori che da tempo si sono schierati contro questa eventualità.
Dal mare al monte: l’effetto Mallegni si sta facendo sentire in terra apuana.
Il consenso raggiunto, quello che gli ha consentito di accedere al seggio in Senato (con Forza Italia nella coalizione di centrodestra) è nei numeri. Quelli usciti dalle urne in una tornata elettorale che lo ha visto protagonista.
Ma, ieri mattina il consenso di Massimo Mallegni si percepiva nei volti e nelle chiacchiere degli ambulanti del mercato del martedì in centro a Massa.
«Mallegni ha detto che si batterà contro la Bolkestein a noi basta questo»: lo dicevano in molti fra le bancarelle del martedì gli operatori di un settore che ormai da tempo è in prima linea nei confronti di una normativa europea davvero difficile da digerire-
E proprio la lotta alla Bolkestein, sia per gli ambulanti ma anche, e soprattutto, per i balneari, è uno dei punti forti del programma del neo senatore che, a Roma, rappresenterà anche la voce della provincia di Massa Carrara.
E il senatore non ha alcuna intenzione di farsi trovare impreparato su un altro tema caldo, soprattutto per la città di Carrara, quello del marmo e delle cave. Non è un segreto, o almeno lo è a livello ufficiale visto che gli incontri sono stati privati e blindati, infatti, che durante la campagna elettorale abbia avuto la benedizione, di uno dei grandi imprenditori del lapideo carrarese che, spiazzando forse un po’tutti i pronostici, si è schierato con il senatore versiliese. Dimostrando di averci visto giusto.
Adesso Massimo Mallegni si prepara al suo impegno al senato, con un bagaglio di idee chiare. Anche sul marmo. E sulla prospettiva di mettere all’asta le concessioni di cava la sua è una posizione netta.
«Niente aste per le cave – sottolinea il neo senatore – Non è possibile mettere in discussione anni di impegno, lavoro ed investimenti. Quindi è impossibile mantenere in essere una norma come la legge 65 e il Pit che, piuttosto che inserire criteri di premialità per le aziende che fanno escavazione e lavorazione, prevede solo una lunga serie di divieti e obblighi».
Mallegni parla quindi di un necessario superamento di un’ottica solo “punitiva” del mondo dell’impresa al monte.
«Non sono questi gli strumenti per favorire il 50% della lavorazione in loco ed il conseguenze mantenimento della filiera – continua – La filosofia è completamente sbagliata e anacronistica. Le leggi 65, il Pit e la Legge 35 così come concepite, sono contrarie alla storia e alla cultura delle aziende del distretto apuo-versiliese».
Insomma lo dice senza mezza misure Mallegni e “bolla” la legge 35, quella su cui si sta discuendo ormai da anni attorno al settore lapideo come “anacronistica”.
«Dobbiamo mettere nelle condizioni le aziende di avere incentivi ancora più importanti per la lavorazione in loco e dargli la possibilità di essere liberi. La libertà è il primo punto – continua il senatore di Forza Italia – L’unico modo per cambiare le carte del tavolo da gioco è cambiare la governance della Regione Toscana e sperare in una regione di colore azzurro».
«Una Regione – conclude Mallegni – non dei Cinque stelle che vorrebbe l’esproprio proletario, ne rossa visti i risultati e gli effetti per marmo, turismo e viticoltura del Pit».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
