Sicurezza
Un altro tentativo di furto Villa Massoni è “a rischio”
Ladri messi in fuga dal custode e dal suo cane, ma l’episodio segnala ancora che l’edificio non è protetto e che il suo patrimonio artistico-storico è in pericolo
MASSA. Avevano forzato una grata e stavano per entrare nel giardino. Li ha messi in fuga l’abbaiare del cane e poi le grida del custode. È stato così sventato un furto a Villa Massoni, la villa teatro del fratricidio dell’autunno scorso. L’episodio, che risale ad alcuni giorni fa, riporta alla ribalta la questione – annosa – della tutela di quello che è uno dei patrimoni storico-artistici più importante della città: la Villa Massoni, appunto.
Dal giorno della tragedia – quando Marco Casonato, nel giardino della villa, investì e uccise il fratello Piero (questa, almeno, è l’ipotesi di accusa che ha portato in carcere Marco) è già il terzo tentativo di furto che avviene all’interno della dimora storica. Nei due precedenti episodi segnalati, i malintenzionati avevano provato a saltar il cancello sul retro, quello del parcheggio a ridosso del castello di Malaspina. Nel primo tentativo, sconosciuti avevano tentato di portare via delle statue, ma non ci sono riusciti perché erano troppo pesati. La volta successiva, sempre di notte, si erano introdotti nel giardino, forse erano gli stessi della sera precedente, tornati per completare il lavoretto che avevano cominciato ventiquattro ore prima. Ma in entrambi i casi, i ladri furono messi in fuga dall’uomo di fiducia dei Casonato che vive in un’ala dell’edificio. E lo stesso copione si è ripetuto in quest’ultimo tentativo di furto (o effrazione).
«È evidente che la villa è esposta agli atti vandalici– dice l’architetto Claudio Palandrani che da tempo di occupa di tutelare il patrimonio di Villa Massoni – non è difficile entrarvi essendo semi-disabitata. Occorrerà pensare a un sistema di controllo per prevenire questi episodi».
Un’analisi condivisa dall’architetto Corrado Lattanzi, custode giudiziario (fu nominato dalla Procura della Repubblica al posto di Marco Casonato, finito in carcere dopo l’omicidio del fratello Piero): «Oggettivamente è difficile tenere sotto controllo un immobile come la villa Massoni, tanto più ora che non c’è una proprietà in grado di occuparsene. Bisognerebbe mettere a punto un sistema di sicurezza per scoraggiare le intrusioni di malintenzionati che non solo possono impossessarsi di reperti artistici, ma possono anche causare danni vandalici a quel che c’è nella abitazione e nel giardino annesso».c.f.
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