Il Tirreno

Scuole chiuse solo a Pontremoli

Scuole chiuse solo a Pontremoli

Ma tra il voto e il sabato senza lezioni, sono pochi gli alunni a tornare tra i banchi

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LUNIGIANA. Con l’allerta degradato da arancione a giallo, sono state revocate le ordinanze di chiusura degli istituti scolastici in tutti i comuni della Lunigiana, eccetto Pontremoli.

Il territorio prova a tornare alla normalità dopo l’allerta ghiaccio e il gelicidio che, nei giorni scorsi, hanno bloccato il territorio dalla viabilità alle scuole. Un “tentativo” che coincide con l’approvazione da parte dell’Unione dei Comuni del servizio di prevenzione anti-calamità per eventi meteo, affidato alla protezione civile, come spiega il sindaco di Aulla Roberto Vallettini, presidente dell’Unione.

I pochi alunni lunigianesi che normalmente fanno lezione il sabato, e che non sono ospitati in plessi sede di seggi elettorali, oggi torneranno dunque tra i banchi di scuola. Unica eccezione Pontremoli, conferma la sindaca Lucia Baracchini che con la sua amministrazione comunale ha prorogato la chiusura delle scuole.

Una decisione che è stata presa vista la situazione che vede ancora accumuli di neve in città nei pressi degli edifici scolastici ed anche per l'allerta che prevede gelate nella notte fino alle 13 di oggi.

Il fronte artico che si è esteso sulla Lunigiana sta lentamente allontanandosi, anche se, alle sue spalle, si lascia problematiche legate alle rigide temperature. Per tutta la giornata hanno pesato la chiusura dell’Autocamionabile della Cisa e la cancellazione di numerose corse a causa del gelicidio che si è affacciato su tutto il tratto da Genova sino a Parma, con i pendolari che hanno dovuto o aspettare che si risolvesse il disagio oppure approntare piani di rientro alternativi per superare queste avversità.

La circolazione in Lunigiana non ha rilevato grossi problemi, essendo investita da interventi contenitivi e di prevenzione con gli appositi mezzi spargisale e spazzaneve, consentendo, con la dovuta prudenza del caso, agli automobilisti di circolare. Temperature in rialzo sono previste nei prossimi giorni con una probabile presenza di eventi piovaschi su tutta la Valle della Luna.

Intanto anche il territorio comunale di Fivizzano prova a tornare alla normalità dopo il colpo di coda della perturbazione Burian con la sua abbondante nevicata.

Ieri mattina nonostante le maggiori arterie stradali fossero pulite è stata necessaria comunque tanta prudenza nel poterle percorrere in sicurezza sia per la presenza di ghiaccio che di alberi che a causa del peso della neve ghiacciata si affacciavano con i loro rami minacciosamente sulle arterie stradali. La criticità più grande in tal senso si è avuta all’interno dell’area ospedaliera cittadina dove è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco che per mezzo di un’auto scala hanno tagliato alcuni rami che appesantivi dalla neve ghiacciata rischiavano di cadere sul selciato. Un’operazione durata alcune ore che ha visto i pompieri intenti ad eliminare il possibile pericolo per automobilisti e pedoni. Considerata l’altezza delle secolari piante che ornano i giardini del presidio ospedaliero fivizzanese dopo l’intervento dei vigili del fuco per precauzione l’intera area è rimasta delimitata al transito di veicoli e persone.

Nella Valle del Lucido si sono avuti alcuni problemi per la mancanza di energia elettrica, sassi e piante cadute sulle strade. E timori ci sono per quanto riguarda gli effetti del gelocidio sui prodotti dell’agricoltura.

Il verde ghiaccio, questo sarebbe il vero nome del gelicidio (nome moderno alquanto brutto) ha creato grandi problemi anche nell’antichità e nel passato più recente.

Si legge infatti nel libro "Efemeridi biennali di Aronte Lunese", del 1835 di Michele Angeli,"una disgrazia accadde la notte del dì 15 gennaio 1820; dir volea un verde-ghiaccio così terribile che diroccò quasi la metà delle piante, e specialmente gli olivi che ritrovavansi allora carichi di non picciola quantità dei loro preziosissimi frutti". E così accadde anche nel 1709 e nel più recente passato nel 1984/85.

Insomma si teme per gli effetti di questa ghiacciata soprattutto per la prossima produzione di olive, una delle maggiori produzioni agricole di qualità del territorio fivizzanese.

Cristiano Borghini

Marco Landini

Riccardo Sordi

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