Sicurezza
«Riforma di pensioni e fisco per fare ripartire il paese»
MASSA CARRARA. Un pacchetto “sodo” di riforme concrete per ridare fiducia all’economia, alle imprese, alla gente. È la lettera manifesto che la Fenapi, Federazione nazionale autonoma Piccoli...
MASSA CARRARA. Un pacchetto “sodo” di riforme concrete per ridare fiducia all’economia, alle imprese, alla gente. È la lettera manifesto che la Fenapi, Federazione nazionale autonoma Piccoli imprenditori di Massa Carrara ha indirizzato ai candidati e ai partiti.
«Da troppo tempo l'Italia non cresce adeguatamente, mentre le aziende perdono competitività», analizza la Fenapi. Intanto, i giovani «che vedono ridursi opportunità e speranze ci impongono scelte immediate e coraggiose. In gioco c’è molto di più della credibilità della politica. Mentre comprendiamo che alcune cause dell’attuale e difficile fase economica dipendono da fattori esterni, siamo anche fermamente convinti che tocchi al sistema Italia avviare subito le scelte necessarie per riconquistare il rispetto e il prestigio che il Paese merita. Ora è tempo di mettere mano alle riforme, attivare idonei strumenti per creare lavoro e creare serenità sociale».
Secondo l’associazione il rilancio passa attraverso la riorganizzazione di provvedimenti articolati ed essenziali, tra questi: riforma delle pensioni; riforma fiscale comprendente la possibilità ad ognuno di poter detrarre delle spese sostenute (con un forte contrasto al lavoro nero); liberalizzazioni e semplificazioni; appalti pubblici di gestione e manutenzione del patrimonio a misura della piccola impresa e a “km. zero”; sospensione delle tasse alle imprese che vantano crediti d agli Enti pubblici; creazione di speciali fondi di garanzia per accesso al credito da parte delle imprese.
Ma gli associati Fenapi stigmatizzano anche una serie di ritardi: «la mancata sburocratizzazione; · leggi che hanno recepito direttive comunitarie pensate per le grandi imprese e che, calate sulle micro imprese, hanno avuto effetti devastanti; le difficoltà nell’accesso al credito; di dover faticare per poter garantire il lavoro ai propri dipendenti con scarsi ritorni economici; di non intravedere più nell’azienda di famiglia un futuro per i propri figli; di esser pagati con ritardi clamorosi dalle Pubbliche amministrazioni, fatto che ha comportato per alcuni la chiusura dell’azienda o la riduzione del personale; di sentire che qualcuno si ricorda dei piccoli imprenditori solo per dire che sono il “ motore del Paese” al quale però non danno carburante».
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