Sicurezza
Cgil contro Esselunga: lavoratore reintegrato ma lasciato ancora a casa
MASSA. Reintegrato da una sentenza del giudice, ma lasciato a casa dall’azienda. Non è ancora finita la vicenda di Jonathan Milani, delegato sindacale di Cgil in Esselunga, licenziato dal colosso...
MASSA. Reintegrato da una sentenza del giudice, ma lasciato a casa dall’azienda. Non è ancora finita la vicenda di Jonathan Milani, delegato sindacale di Cgil in Esselunga, licenziato dal colosso della distribuzione e reintegrato dalla magistratura che ha ritenuto “discriminatorio” il licenziamnto. Milani, infatti, viene sì retribuito (altrimenti Esselunga incorrerebbe nel reato di non avere ottemperato a una sentenza), ma lasciato fuori dalla produzione. Stipendiato per stare a casa. insomma.
«Esselunga, diritti corti», denuncia il segretario della Filcams Filcams Cgil di Massa Carrara Stefano Nicoli, «Esselunga di Massa è stata condannata al reintegro del nostro rappresentante per licenziamento discriminatorio, come sentenziato dal giudice del lavoro di Massa. Purtroppo siamo a denunciare con forza il comportamento dell'azienda che continua a non rispettare le sentenze impedendo al lavoratore di rientrare sul luogo di lavoro. Un atto vergognoso, al pari di quanto abbiamo già potuto osservare in altre ben note vicende in giro per l'Italia, dove al lavoratore seppur reintegrato viene impedito di lavorare, ma retribuito a casa».
La Filcams Cgil giudica «grave il fatto che non vengano rispettate le sentenze dei giudici e venga negato il ritorno al lavoro del nostro delegato. L’atteggiamento di Esselunga nei confronti di Milani, è deprecabile e ci fa capire quanto un delegato che fa bene il suo dovere possa dar fastidio alle aziende. Milani è sempre stato, ed è tutt'ora in prima linea, insieme al resto delle Rsu, nella difesa dei lavoratori e delle lavoratrici, punto di riferimento per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro per la Cgil. Per noi fin da subito è stato chiaro che quel licenziamento era ed è un licenziamento volto a colpire il lavoro portato avanti in questi anni da Jonathan. Esprimiamo piena soddisfazione per la sentenza del tribunale di Massa, che riconosce in pieno le nostre tesi. Per questo chiediamo il reintegro immediato nel suo posto di lavoro e non escludiamo, se ciò non dovesse accadere, di mobilitarci a sostegno di Jonathan per far sì che i cittadini sappiano ciò che sta accadendo nel negozio di viale Roma».
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