Il Tirreno

Terceretoli, il borgo riscopre la sua cipolla

Terceretoli, il borgo riscopre la sua cipolla

Un progetto avvallato dall’amministrazione di Mulazzo per riportare alla luce la coltivazione di un prodotto famoso per le sue proprietà organolettiche

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MULAZZO. Quella che arriva da Terceretoli è una storia straordinaria, fatta di amore e passione, ma soprattutto di memoria. Grazie ad un progetto, avvallato dall’amministrazione mulazzese, seguito dal consigliere Pierangelo Genesoni, originario di questa piccola frazione montana, si cercherà di riportare alla luce la coltivazione di una cipolla autoctona, con proprietà organolettiche uniche dovute alla varietà in connubio alle proprietà del terreno dove è coltivata. La possibilità di rianimare una produzione che rischiava di cadere nell’oblio è stata data dalla conservazione delle semenze da parte delle famiglie di Terceretoli, le quali continuavano a coltivarla, in piccolissimi lotti, da destinare all’autoconsumo familiare. Una scoperta che può ridare nuova vita e nuova linfa a Terceretoli, consentendo di recuperare gli ampi spazi agricoli ormai abbandonati, dando un nuovo input sia dal punto di vista occupazionale, con un risvolto positivo anche per quanto riguarda il contrasto allo spopolamento, sia per quanto riguarda la conservazione della biodiversità contenendo gli effetti negativi del dissesto idrogeologico, ma soprattutto riappropriandosi di un elemento caratterizzante che diventa portatore di un sapere tramandato solo oralmente, attraverso i gesti e le cure quotidiane. «La scelta che abbiamo fatto – commenta orgoglioso il sindaco Claudio Novoa – va nella direzione di tutelare il paesaggio, soprattutto partendo dal territorio che ha la sua centralità, per svilupparsi su più linee. L’abbandono crea prima degrado e nella fase successiva genera dei dissesti. E’ un comprensorio fragile il nostro, che ha vissuto una stagione di floridezza proprio grazie a coloro che traevano sostentamento dal lavoro della terra. Grazie a questo lavoro oggi abbiamo ereditato prodotti di qualità che rappresentano il nostro biglietto da visita verso l’esterno, pensiamo alla Dop ricevuta per il miele, per le castagne o all’Igp dell’olio d’oliva. A questi adesso potremo aggiungere anche la cipolla che ha un sapore molto dolce e piacevole, rendendola versatile per mille preparazioni. Noi vogliamo riscoprirla, abbiamo già sviluppato delle linee di azione con gli agricoltori di Terceretoli per riuscire a creare le semenze per andare in piena produzione dall’anno prossimo. Il comprensorio deve tornare protagonista e per farlo bisogna utilizzare due elementi fondamentali: la tradizione e le persone. Solo in questa maniera potremo sviluppare il potenziale latente che abbiamo e che deve emergere in maniera preponderante». Stefano Ulivi, agronomo, ci spiega come può questa antica produzione possa tornare e fare la differenza, con soluzioni tecniche innovative, applicando la modernità a questo spaccato della tradizione: «Abbiamo già individuato la zona dove iniziare la produzione delle semenze – spiega Ulivi – con l’intento di utilizzarne parte per la produzione, mentre il rimanente sarà destinato esclusivamente ad arricchire le riserve sementizie. Riuscire a riportare a coltivazione questa varietà di cipolla si può trasformare in una forma di reddito. I giovani stanno riscoprendo la terra e la lavorazione di questo prodotto potrebbe diventare il volano per aprire nuove attività qui a Mulazzo. C’è stato un cambio di percezione nei confronti dell’agricoltura: fino a venti, trenta anni fa era un settore da cui tutti cercavano di fuggire, oggi, grazie alle nuove tecniche di produzione ed al cambio di mentalità c’è un ritorno alla terra. La Lunigiana ha nelle sue corde questa tipologia produttiva, bisogna cercare di implementarla e renderla stabile, solo così si potrà sconfiggere la crisi in zone marginali come questa».

Cristiano Borghini

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