Il Tirreno

Nessuna risposta alla lettera di Marco Casonato

Nessuna risposta alla lettera di Marco Casonato

La nipote, destinataria della missiva, resta in silenzio. E ancora non ha deciso che fare della villa

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Nessuna risposta dalla figlia di Piero Casonato allo zio Marco, che le aveva scritto una lettera dal carcere, dove è rinchiuso dal primo novembre con l’accusa di aver ucciso il fratello investendolo con l’auto nel parco di Villa Massoni. A rivelarlo è uno dei legali del docente universitario, l’avvocato Walter Mattarocci. La donna non ha neppure deciso se accettare l’eredità che gli ha lasciato il padre, la metà della dimora storica. Ha comunque ancora tempo a disposizione prima di dire cosa intende fare. Almeno del lascito.

Invece il suo silenzio sull’appello che le aveva fatto lo zio fa pensare a una chiusura nei confronti dell’uomo che ha ucciso suo padre. Marco vuole instaurare un rapporto con lei, ma al momento non c’è riuscito. Eppure la lettera era dolcissima «Gentilissima signora la immagino studentessa universitaria; spero sua madre, che ho conosciuto, stia bene. Non so immaginare da quanto sapesse di essere la figlia di mio fratello. Sono situazioni che ho visto in mie studentesse: difficile immaginare un modo peggiore di prendere contatto la prima volta con una realtà del genere. Ho visto le sue foto nel fasciatoio e mi pareva identica a mio fratello, ho visto foto più tarde al parco che mio fratello scattava indossando parrucche e con il teleobiettivo. Molto distinta. Mi ricordava un po’ mia madre e un po’ mia nonna che si era laureata in matematica a Roma circa un secolo fa e ballava il charleston. Ho letto sul giornale che prenderà contatto con il legale della compagna di mio fratello. Le comunico che potrà prendere contatto con mio legale avvocato e ovviamente se o quando vorrà con me. Mi permetto di suggerirle di farsi assistere da un avvocato di fiducia di sua madre o dai suoi nonni, lei non credo ne abbia avuto bisogno. Sta per mettere i piedi in una terribile palude e personalmente ci terrei che i beni di mio fratello andassero all’unica figlia senza causare sofferenza ulteriori». Casonato aveva allegato anche delle foto, sue, di Piero e anche della nonna della ragazza. Una nonna che non sapeva di avere. È vero che sono passate solo tre settimane, ma forze lui si aspettava una risposta. Che per ora non c’è.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa