Sicurezza
«In carcere pochi agenti e troppi detenuti»
Il sindacato di polizia penitenziaria Sappe alla Rinchiostra parla dei problemi delle case circondariali toscane
MASSA. Emergenza nella casa circondariale di Massa. Il personale è sotto organico, gli agenti invece di essere 139 sono 115 e mancano un commissario, quattordici soprintendenti e sette ispettori. Non solo: le guardie devono anche ricoprire le mansioni degli impiegati ministeriali, quelli che mancano agli uffici amministrativi. Risultato? Coprire i turni è sempre più difficile, anche perché il numero dei carcerati massimo consentito sarebbe di 170 unità. Invece al momento sono 210. Per fortuna si tratta di detenuti con problematiche minori rispetto alle carceri di massima sicurezza e quindi gli episodi critici in via dei Pellegrini si contano sulle dita di una mano ogni anno.
I numeri sono stati snocciolati ieri a villa della Rinchiostra da Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), a Massa per il XIV consiglio regionale della Toscana. A portare il loro saluto alle guardie il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri e il consigliere regionale Giacomo Bugliani. Il numero uno del sindacato, accompagnato dal segretario nazionale per la Toscana Pasquale Salemme e dai dirigenti regionali Sappe Francesco Olivero, Claudio Falchi e Giuseppe Boccino, ha fatto visita anche alla struttura apuana: «Lasciare le celle aperte più di otto ore al giorno senza far fare nulla ai detenuti - lavorare, studiare, essere impegnati in una qualsiasi attività - è controproducente perché lascia i detenuti nell'apatia: non riconoscerlo vuol dire essere demagoghi ed ipocriti». E la proposta che ha lanciato durante il consiglio regionale è proprio quella di «sospendere la vigilanza dinamica». Aggiungendo: «Sono state smantellate le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali, con detenuti di 25 anni che incomprensibilmente continuano a stare ristretti in carceri minorili».
Tornando ai problemi della casa circondariale di via dei Pellegrini, sono stati sottolineati anche da Mario Novani, segretario provinciale del Sappe: «Mancano almeno venti agenti - spiega -, il problema è che non si sa come fare per trovare quelli che non ci sono. È notizia di questi giorni di un bando per l’assunzione di 1.220 poliziotti carcerari, ma siccome a livello nazionale ne mancano più di settemila da noi arriveranno soltanto le briciole perché prima si penserà a risolvere le situazioni più difficili». Come ribadisce Salemme: «Abbiamo in cella 58.087 detenuti per circa 45mila posti letto. Gli stranieri sono il 35% dei ristretti, ossia 19.818. Mancano agenti di polizia penitenziaria e se non accadono più tragedie più tragedie di quel che già avvengono è solamente grazie agli eroici poliziotti penitenziari, a cui va il nostro ringraziamento. Un esempio su tutti: negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della polizia penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 18mila tentati suicidi ed impedito che quasi 133mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze».
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