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Graduatoria per bidello, ci provano 27 laureati

di Chiara Sillicani
Graduatoria per bidello,  ci provano 27 laureati

In lizza anche per posti da assistente amministrativo e tecnico di laboratorio. Giovanni Mattei, agronomo: «Punto all’insegnamento, ma l’importante è lavorare»

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MASSA. Si sono ritrovati in un’ottantina nella sede della Cgil. Fabrizio Rocca, segretario del settore scuola, ha organizzato per loro un breve corso: si tratta di imparare come compilare la modulistica cartacea e telematica e presentare domanda per lavorare a scuola. E non come insegnanti, ma come collaboratore, il buon vecchio bidello, come assistente amministrativo in segreteria o assistente tecnico in laboratorio.

Ottanta persone che sperano di rientrare nella terza fascia, quella da cui gli istituti scolastici attingono per le supplenze. Contratti a tempo determinato, ma contratti. E la speranza di cumulare ore di servizio e puntare al concorso e all’indeterminato. Ottanta persone e - parola di Cgil - ventisette laureati. C’è chi la laurea ce l’ha in giurisprudenza, chi in biologia, chi in geologia.

Giovanni Mattei la laurea ce l’ha eccome. Laurea ed esperienza. Eppure all’apertura delle graduatorie Ata di terza fascia, anche lui è alla Cgil. Spera di confermare l’incarico di assistente all’istituto agrario di Sarzana, ma «quando hai famiglia e un figlio, va bene tutto. Va bene anche fare il bidello». Del resto lui la domanda per le supplenze da collaboratore scolastico l’ha fatta eccome.

Eppure Giovanni, 54 anni, carrarese, ha un curriculum di tutto rispetto: laurea in agraria, collaborazioni, da precario, con il centro agrometereologico della Liguria, con l’università di Firenze e Pisa, con la Provincia. Premiato nel 2006 nell’ambito della manifestazione Spino Fiorito, ha studiato il dna della vita, ha fatto pubblicazioni importanti e ora è in lizza per un posto nella scuola: «Sono stato assunto da operaio, poi la crisi si è fatta sentire e lo stipendio non bastava. Nel 2017 sono passato al part time, ho insegnato biologia a scuola e lavorato con un’ associazione creata insieme ad alcuni colleghi. Il mio sogno è l’insegnamento, ma sono disposto anche agli altri profili».

Laureato. E come lui altre 26 persone pronte a lavori per cui la laurea non è richiesta. Per fare il collaboratore scolastico - spiega Fabrizio Rocca - è infatti sufficiente un diploma professionale triennale. E, a i fini della graduatoria, per una supplenza da bidello la laurea neppure serve perché non dà punteggio. Ne dà due di punti per fare l’assistente. Ma un mese di lavoro equivale a mezzo punto. Tradotto: essere troppo specializzati non aiuta a risalire la graduatoria.

Eppure - Fabrizio Rocca lo assicura - di laureati che sono disposti a lavori per cui la laurea non serve ce ne sono parecchi di più dei 27 che hanno partecipato al corso. Laureati con la speranza di un posto fisso e uno stipendio sicuro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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