Il dolore
Fivizzano: i profughi restano all’Ostello per altri due mesi
FIVIZZANO. Rimarranno ancora a Fivizzano per un paio di mesi i 23 profughi provenienti dalla Nigeria verso i quali il sindaco Paolo Grassi aveva “decretato” la fine dell’ospitalità con la giornata...
FIVIZZANO. Rimarranno ancora a Fivizzano per un paio di mesi i 23 profughi provenienti dalla Nigeria verso i quali il sindaco Paolo Grassi aveva “decretato” la fine dell’ospitalità con la giornata di ieri a causa di alcuni atteggiamenti definiti irrispettosi che li aveva visti coinvolti. La partenza dei 23 ragazzi è slittata su richiesta della Prefettura che ha chiesto tempo al sindaco Grassi in attesa di trovare un’altra sistemazione e che altri punti di accoglienza siano accreditati per tale scopo. Quindi, si presume che fino al mese di maggio i profughi nigeriani continueranno la loro permanenza all’interno dell’Ostello degli Agostiniani, struttura comunale gestita dall’associazione Mamme di Fivizzano. Diciamo che la goccia che aveva fatto traboccare il cosiddetto vaso, forse già colmo da altre vicende definite poco rispettose verso gli ospitanti, era stato il ritrovamento di una modica quantità di droga all’interno dell’Ostello dove sono ospitati i profughi da parte dei carabinieri. Alla luce di tale episodio il sindaco aveva perentoriamente dichiarato « ora basta scriverò al Prefetto che la data del 28 febbraio sia l'ultimo giorno di questa esperienza di umanità a Fivizzano». Una decisione presa a malincuore per il primo cittadino fivizzanese che ha sempre creduto nell’accoglienza «l'amministrazione comunale a partire dalla crisi Libica del 2011 – aveva sostenuto- ha accolto gli immigrati e richiedenti asilo dimostrando come l'accoglienza sia un valore irrinunciabile tant'è che a quel tempo fu direttamente l'amministrazione comunale ad ospitarli nell'Ostello». Grassi non aveva nascosto le difficolta «ad affrontare i problemi di gestione e di convivenza di popoli con usi diversi». E riguardo all’ultimo gruppo di giovani profughi «sono stati accolti e l'Associazione Mamme con senso civico e dedizione ha gestito per oltre due anni questi giovani provenienti dalla Nigeria. Non dico delle difficoltà e delle critiche di forze politiche e cittadini rispetto al trasporto dei bus, premesso che l'associazione si è fatta carico degli abbonamenti» e si era detto d’accordo con i cittadini «che almeno 4 ore al giorno dovrebbero rendersi utili alla collettività con servizi comunali di pulizia strade, cunette giardini e che in realtà sono a "zonzo " o con il cellulare in mano e questo non è più tollerabile in uno stato di diritto». Infine l’episodio avvenuto con l’associazione Mamme che aveva chiamato le forze dell'ordine per prevenire l'uso di droghe con la decisione di dire basta a questa esperienza. (m.l. )
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